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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Dal gotha della fotografia e dalle passerelle di mezzo mondo al Borgo Bello

È Pierfranco Messora, col suo “La Comunale due”, fine art in città

Novara-Torino-Perugia… solo andata.

Racconta: “Mi ero stufato di fare il globe trotter. A Perugia ho trovato l’ubi consistam. Nel piccolo mondo antico del Borgo Bello, tra fiero spirito di appartenenza e senso di identità”.

Pierfranco vanta un curriculum di rango nel mondo della Moda.

Riferisce: “Ho cominciato con la Facis negli anni Ottanta. Poi con la Spagnoli. Passando per la factory creativa di Versace e di Missoni. Con trasferte e permanenze all’estero. Sempre come responsabile del modellismo. Ho vissuto il passaggio da squadra e matita al CAD, per la progettazione con linguaggio informatico”.

Poi l’innamoramento per la Vetusta, vero?

“È proprio così. Ho deciso di fermarmi qui perché ho scoperto come il flusso della vita scorre più dolcemente, senza ansia, in una temperie umana discreta e accogliente”.

Cosa ti sei messo a fare?

“Ho rilevato la copisteria ‘La Comunale due’, fondata del 1976 da Mirco Bartoccini”.

Come mai questo nome?

“L’ho ereditato. Ma so che Mirco aveva fondato questo centro servizi, ‘La Comunale’, in via Fiorenzo di Lorenzo, dove stavano gli Uffici del Comune. Successivamente creò un secondo punto qui in corso Cavour, che denominò ‘La Comunale due’. Io sono subentrato in questa attività”.

Dati i tuoi trascorsi, non ti limiti alle fotocopie, vero?

“Faccio di tutto. Sì, anche fotocopie, biglietti, inviti, brochure… ma sempre con un taglio artistico. Non posso infatti dimenticare un passato intriso di arte e creatività”.

Così dicendo, mostra delle foto appese alle pareti della sua factory.

“La mia passione è realizzare fine art. Ossia stampare, su supporti di ogni tipo, dei lavori che aspirano ad assurgere al rango di opere d’arte. Riemerge, insomma, la mia antica vocazione”.

Quali i tuoi rapporti con la gente del Borgo?

“Eccellenti. Come vedi, è qui insieme a me un nostro comune amico: il falegname-artista Giovanni Caponi, mio vicino di bottega, che ha realizzato per me, su misura, i capolavori del bancone e del tavolino ‘con le ali’: vere opere d’arte, ma anche complementi d’arredo funzionali al mio lavoro”.

Hai traslocato di recente, vero?

“Sì: dal civico 123 al numero 69, un poco più verso il Crocevia. In uno spazio più adeguato alle mie necessità. Ma sempre in questo contesto umano e civile che mi ha fatto innamorare dei luoghi e delle persone. Perché la città non è solo muri, ma spirito e umanità. È, insomma, attrattiva capacità di coniugare etica ed estetica”.

Conclude: “Ho trovato a Perugia un porto sicuro. E qui intendo restare”.

Foto - Al Borgo Bello, ‘La Comunale due’

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

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