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Giovedì, 13 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Cielo nero, conti in rosso. Quando lo Sbaracco è un flop

Giove Pluvio manda a pallino la Kermesse dei super sconti

Non è, purtroppo, una novità. È successo numerose altre volte. Tanto che abbiamo preso a chiamarlo la maledizione d’Euliste, rubando il nome al mitico fondatore della Vetusta.

Una tre giorni di lacrime e sangue. Con le casse desolatamente intatte. Come un deserto dove non cresce un filo d’erba.

Ha piovuto quasi senza interruzione. Con un vento che ha mandato all’aria bancarelle e prodotti. E anche questa non è una novità.

I commercianti si rodono il fegato per la jella che li perseguita. Dopo alcune settimane con temperature primaverili e cielo sereno. Manco a farlo apposta: ti arriva una tre giorni da ascrivere alle esperienze da dimenticare. Riponendo in soffitta le rosee aspettative e leccandosi le ferite.

Rinunciando, insomma, a smaltire le rimanenze di una stagione poco proficua. Prima un inverno straordinariamente mite che ha fatto vendere poco. Poi i saldi: partiti benino, chiusi male.

Adesso, scaricare roba d’inverno non è semplice, dato che la gente ha la testa e l’acquisto proiettati verso la stagione primavera-estate.

Prova provata del fallimento dello Sbaracco è costituita dalle foto in pagina. Immagini scattate intorno alle 12:00 di ieri, sabato 2 marzo. Con qualcuno che cercava di scaricare dal tettuccio vagonate d’acqua che aveva fatto la conchetta. E con qualche bancarella addirittura senza merce.

In corso Vannucci cinque bancarelle, di cui ben due (profumeria Bottini e boutique Cantarelli), senza contenuti. Per timore che, come è successo venerdì, la buriana butti tutto all’aria danneggiando i prodotti. È successo con qualche indumento, rovinato dall’acqua sporca.

Esposizione amplissima da Anilù, con bancarella e appendiabiti. Poca roba per il resto.

Nessuna bancarella in via Baglioni. Una in via Fani. Zero in via Mazzini e zero in via Calderini. Dove un solo negozio avvertiva della possibilità di accedere allo Sbaracco all’interno.

Insomma, lamenta qualcuno: “Averlo saputo… era meglio non  farlo”. Soprattutto perché, a fronte di incassi prossimi allo zero, è sicuro l’esborso di circa 200 euro per aderire. Anche se qualcuno pare averci ripensato e non vuole scucire un quattrino.

Per dirla alla maniera tradizionale: se è vero che, spesso, il negoziante piange (come il gatto ingordo) ‘col sorcio in bocca’, stavolta  le lamentele sono motivate. Perché lo Sbaracco, quando Iuppiter Pluvius rema contro, ha scritto a chiare lettere (per restare in metafora felina) che non c’è stata “trippa per gatti”.

Foto - Acropoli in crisi causa maltempo. Quando lo Sbaracco è un flop

(Foto Sandro Allegrini)

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