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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Canapina mon amour. Completati, in ritardo ma ad arte, i lavori di riqualificazione

Un progetto lungimirante di alta caratura simbolica, che valorizza il passato e guarda al futuro

È stata una lunga avventura, capace di mandare fuori dai gangheri tanti perugini che seguivano con forte aspettativa il progetto, uscito dalla mente vulcanica e dal cuore amorevole di Michele Bilancia. L’architetto antichista che, ormai da parecchi anni, aveva fatto di questo obiettivo la mission della sua vita artistico-storico-professionale, da persuaso innamorato della Vetusta.

A fare da apripista al progetto, i suoi studi sul muro della Canapina e sull’intersezione, unica al mondo, della muratura etrusca in conci squadrati di travertino, con quella medievale all’incerta. Un unicum di cui menar vanto.

Ed oggi il sogno di Michele, e di tanti di noi, si è avverato. Chissà cosa direbbe Ray Bondin che, in rappresentanza dell’Unesco, Bilancia portò a Perugia, curis et impensis propriis, per aggettargli il virus di un sogno a lungo accarezzato: quello della rigenerazione di San Benedetto (che è purtroppo rimasto quello che era, a parte una robusta ripulita) e della creazione di un primo segmento dell’agognato Parco delle mura.

Ora quel cantiere interminabile e segretissimo (l’Inviato Cittadino ci rischiò le botte) è terminato. La scalinata si può visitare, percorrere e risalire da viale Pellini, come abbiamo fatto ieri pomeriggio. E siamo a darne conto ai nostri lettori.

Foto - Canapina mon amour. Come ti riqualifico un'emergenza storico-monumentale

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

Uno spettacolo e i riferimenti alla Dodecapoli. La scalinata della Canapina, dalla Cupa a Viale Pellini, è scandita in dodici pianerottoli e altrettanti cubi. Il  numero dodici – si badi bene – non è casuale, ma si lega allusivamente, nelle intenzioni di Bilancia, alla dodecapoli di cui la Vetusta fu Capofila.

Così come lo spazio verde che fronteggia san Benedetto  è ora visibile (tolto l’ombreggiante protettivo che schermava la vista sul lato scale mobili) e risulta scandito da dodici sedute, con davanti una seduta unica, bianca, destinata ad accogliere spettatori di un evento, un’orazione poetica, un'affabulazione teatrale, la rievocazione di un episodio di storia cittadina.

Questo abbiamo immaginato osservando da lontano, dato che non ci è piaciuto scavalcare la transenna sul versante scala, come una volta facemmo, senza malizia, rimediando minacce. Non si capisce poi a cosa sia stata legata tante segretezza. Anche se, avendo seguito i lavori, sebbene da lontano, un’ideuzza ce la siamo fatta. Ma ce la teniamo ben stretta.

Comunque sia, tutto è bene… con quel che segue.

Ora il lavoro è compiuto e a breve l’inaugurazione, che attendiamo con trepidazione. Da figli di questa città antica e orgogliosa.

PS. C’è qualche sciagurato il quale ha già cominciato a sfregiare il muro che costeggia le scalette (altro servizio in data odierna). Non amiamo le imprecazioni. Ma di certo non ci sentiamo di augurargli salute e prosperità.

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