rotate-mobile
Inviato Cittadino

Inviato Cittadino

A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

Inviato Cittadino

INVIATO CITTADINO C’erano una volta le Terme di San Galigano, grande palinsesto di storia perugina

Tante le vicissitudini di quell’immobile, oggi sotto i ferri per la sicurezza antisismica

Un edificio che ha seguito e segnato la storia e l’evoluzione del costume della Vetusta.

Ci furono un tempo delle famosissime terme. Frequentate da nobili e borghesi, ma anche da popolani. L’acqua miracolosa si vendeva a 10 centesimi il fiasco (vuoto a rendere).

Le Terme di San Galigano furono per anni la sede della dolce vita perugina.

Una tempera su carta della metà dell’Ottocento, dipinta da Napoleone Verga e conservata all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, rappresenta l’animazione che si poteva rilevare in occasione della Festa di San Galigano, il 24 giugno, all’apertura delle terme omonime: cavalli, dame in cappellino, famiglie borghesi e popolari, merende en plein air.

Si facevano massaggi, terapeutici e… non. Si organizzavano feste con pic nic e corse di somari. Si lanciavano piccoli palloni aerostatici. Si ballava e si poteva andare “in città” con un Omnibus che faceva capolinea al Sopramuro, l’attuale piazza Matteotti.

A partire dalla festa di San Giovanni, tutti a bere l’acqua benefica ferruginosa.

Ma il prezioso liquido, a un certo punto, cominciò a mancare. Così – come riferisce un cronista ottocentesco – il 7 luglio 1863 le terme furono trasformate in bagni pubblici.

Dal 1870, lo stabilimento balneare fu abbandonato (afferma Raniero Gigliarelli) e al suo posto fu installata una fabbrica (appartenuta a Luigi Purgotti) di “borre”, ossia di dischi plastici per cartucce da caccia.

Vista la disponibilità d’acqua, il luogo dovette fungere prima da spurgo di tinte delle lane e persino da conceria.

Poi, nelle ultime fasi del secondo conflitto, vi fu stabilita la sede del comando tedesco, come testimoniato da una sventagliata di mitra, ora coperta dal rifacimento dell’intonaco.

Quindi la sede de La Scolastica, notissima cartolibreria. E, dopo la riqualificazione voluta dalla famiglia Garzini, il ritorno allo spirito di servizio e accoglienza. Diventando sede di un apprezzato ristorante dallo stesso nome

Ora il cartello di cantiere racconta che l’edificio è sotto i ferri per la riduzione del rischio sismico, ai sensi e per gli effetti del cosiddetto 110.

Servirà non meno di mezzo milione di euro. Ma saranno ben spesi. Per conservare memoria e memorie della città d’Euliste.

Foto - Sotto i ferri le antiche Terme di San Galigano

(foto Sandro Allegrini)

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

INVIATO CITTADINO C’erano una volta le Terme di San Galigano, grande palinsesto di storia perugina

PerugiaToday è in caricamento