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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO C’era una volta il Banco Bussini, e poi…

Gli ex dipendenti del Banco di Perugia celebrano ancora una memorabile colleganza

Ce lo comunica l'amico Massimo Piselli che ci ricorda come il Banco, nel 1920, sia stato fondato da Settimio Bussini, come Accomandita semplice, con capitale sociale di 600 mila lire. La Banca stava in piazza Umberto I (oggi della Repubblica), a fianco del Teatro del Pavone.

Con la crisi del secondo dopoguerra, non furono pochi i cambiamenti. E la necessità di procedere alla vendita per mancanza di liquidità. Come ci racconta l’amico Odoardo Bussini, discendente del fondatore.

Negli anni Sessanta divenne Banco di Perugia, passando per la figura di De Megni e poi, con acquisizione per incorporazione (1991), entrò in Banca Toscana.

La sede originaria era in Piazza Italia, al pianoterra dell’edificio dove ebbe i natali l’esploratore Orazio Antinori.

L’agenzia numero 1 era all’Elce, nello stesso palazzo della Coop e della Farmacia, dove oggi c’è un emporio cinese.

La Banca Toscana venne a sua volta (anno 2002) acquisita dal Monte dei Paschi di Siena che in seguito ne rivenderà il marchio e parte degli sportelli, nel 2021.

Eppure c’è chi ancora conserva il nome e la memoria del Banco di Perugia, che contava circa 170 dipendenti. Ora, i 62 rimasti si vedono annualmente per gli auguri di Natale. Come è accaduto alcuni giorni fa.

Certo: sono cambiati i tempi e le circostanze. Oggi, nel regno dell’automazione e dell'home banking, il rapporto umano è venuto meno. Ma resta un manipolo di “sopravvissuti” che si fa carico di ricordare un nostalgico 'come eravamo'. Vedendosi a tavola, tra chiacchiere e memorie. Ricordando come si stava meglio quando si stava… peggio.

Foto - Il Banco Bussini, il Banco di Perugia e il "come eravamo"

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