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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Brufa. Preparandosi al Natale con la favola del Grinch

Genitori, parroco e bambini insieme per riflettere sul vero significato della festa

Un’iniziativa assunta dal neo parroco don Calogero Di Leo, l’inventore di pane e Nutella nel dopo messa. Iniziativa di forte appeal, tanto che mai si sono visti tanti bambini aspettare e partecipare con gioia alla messa domenicale.

L’idea educativa è quella di proporre una favola moderna con al centro un personaggio che negli Stati Uniti è l’equivalente del nostro Pinocchio.

Una specie di preparazione al pre-catechismo, per mettere sulla buona strada dell’ascolto e dell’educazione i bambini dell’ultimo anno di scuola dell’infanzia e del primo di elementari. In attesa che, dalla seconda, possano accedere al catechismo vero e proprio.

Ma è bene avviarsi rispettando il brocardo “chi ben comincia è a metà dell’opra”.

Perché, se “educazione” significa ‘indirizzare qualcuno nella direzione voluta’, è bene iniziare fin da quando i bambini sono ancora più plasmabili, sotto il segno pedagogico del ludendo discitur.

Così, la canonica è divenuta una ludoteca-formativa.

Di modo che il Natale non sia solo l’attesa dei doni, ma il dono vero di Gesù. Che nessun Grinch ci potrà mai rubare, come invece fa coi regali.

Il materiale educativo non manca, essendo la favolistica mondiale ricca di narrazioni che attraversano temi e culture. Fra l’altro, quest’anno ricorre il centenario dalla nascita di Italo Calvino che, con le sue Fiabe Italiane, senza dimenticare il Marcovaldo, o la trilogia degli antenati (Il barone rampante, Il visconte dimezzato, Il cavaliere inesistente) è una miniera inesauribile. Intrisa di una morale “non moralistica”, in una prospettiva di rispetto degli stili e degli orientamenti.

Come al solito, dopo la liturgia domenicale delle 10:00, don Calogero e un manipolo di mamme (più qualche padre) si sono messi d’impegno a leggere, commentare, proporre drammatizzazioni, invitare a trarre conclusioni. Per ascoltare cosa i bambini hanno da dire.

Con vivo coinvolgimento, appunto, dei bambini che, come si sa, prendono maledettamente sul serio anche il gioco che – come ci ha insegnato Piaget – è una forma alta di apprendimento.

L’esperimento si è protratto fino alle 12:00, poi la classica colazioncina con pane, Nutella e bevanda. Un premio? Diciamo di sì. Anche se non va dimenticato che spesso la virtù è premio a se stessa.

La prossima volta verrà proposta la visione del cartone, in funzione di supporto e divertimento.

Anche i bambini di Pontenuovo vorranno la stessa iniziativa. E don Calogero ci ha già pensato, proprio per non scatenare gelosie, col rischio di farli sentire “figli di un dio minore”.

Dunque, la fabula educativa continua. Perché non coi bambini di Brufa e di Torgiano viribus unitis?

Foto - Prepararsi al Natale con la favola del Grinch

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