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Sabato, 15 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Aspettando il Giorno della memoria. Quando il cinema è strumento di educazione storiografica

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Ben 200 ragazzi, ieri pomeriggio allo Zenith, per assistere alla proiezione di “Anna Frank, il diario segreto”. Un film animato di Ari Folman, intriso di robusti intenti e  valori formativi che superano brillantemente i limiti del didascalico o dell’aridamente pedagogico.

Dicono gli studenti, radunati all’ingresso del cinema di via Bonfigli: “Il film è stato capace di coniugare la dimensione magica con la testimonianza umana e storica del documento”.

Si tratta delle classi dalle terze alle quinte. Giovani che uniscono al privilegio della visione di un prodotto non banalmente commerciale, il vantaggio concreto di crediti formativi da utilizzare per il proprio percorso scolastico.

Li accompagna il professor Giovanni Marinangeli, persuaso cinefilo e instancabile promotore dell’attività di cineforum come strumento di robusta ed efficace formazione.

Dichiara Marinangeli: “Una volta al mese porto qui i ragazzi perché ritengo che il cinema di qualità costituisca uno strumento versatile per l’apprendimento e la riflessione”.

Afferma: “Propongo l’iniziativa di venerdì, in modo da non interferire con le altre attività – sport, studio e quant’altro – che impegnano i ragazzi”.

“Sono convinto – prosegue – che vedere un film al cinema, in un ambiente dedicato, non sia la stessa cosa che vederlo in classe: con la campanella, il cambio d’ora, le tante piccole distrazioni che ostacolano una fruizione coinvolgente e consapevole”.

Sostiene: “Il beneficio dell’uscita è duplice. Da un lato si asseconda la conoscenza della città, delle sue emergenze storiche e architettoniche, della sua vocazione identitaria. Valori troppo spesso dati per scontati, ma non adeguatamente posseduti”.

“Il secondo aspetto formativo – oltre all’acquisizione di contenuti trattati in modo coinvolgente e artistico – consiste nell’educazione alla fruizione consapevole del messaggio multimediale. Che, nel caso del cinema, si avvale di un linguaggio evoluto e sofisticato, superiore a quello della televisione o del telefonino, spesso superficiale e sgrammaticato”.

Quale il percorso che segui?

“Naturalmente, la visione dei film è parte di un percorso. Input e rinforzo dell’insegnamento della storia e dell’educazione civica. Si prepara un contesto che ne consenta il pieno apprezzamento. Poi, tornati in classe, se ne discute. Invitando gli studenti a dire la loro”.

Insomma, il cinema serve?

“Credo sia uno strumento utile per la formazione sociale, civile, laicamente culturale dei nostri giovani. Ed è per questo che me ne avvalgo”.

Perché, in fondo, ieri come oggi, ciascuno di noi – come Anna Frank – ha bisogno di una Kitty, amica immaginaria e confidente di sogni, speranze, illusioni e… disillusioni. Per crescere. E continuare a vivere.

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