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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO Alla Vaccara si parla di donne: offese, raggirate, sfruttate, vilipese

Presentato “Le isteriche” di Simona Esposito. Un progetto nato per dare voce a chi non ne ha

Contenuti  e drammi che hanno il sapore del reale. Venendo, appunto, da conoscenza maturata in ambiente giudiziario, in cui l’Autrice opera come traduttrice e mediatrice culturale. Dimostrando empatia e capacità di ascolto.

Iniziale ricordo della figura dell’avvocato Gianmarco Cesari (autore di una nota introduttiva) che ci ha lasciato poco tempo fa.

Dopo l’introduzione di Roberta Ricci, vicepresidente del Consiglio Comunale, tocca all’assessore Leonardo Varasano esordire con l’espressione “Basta parlare di femminicidio! Chiamiamolo correttamente ‘omicidio contro le donne’. Perché è questo e non altro”.

Poi la valutazione del libro come “scrigno prezioso per il messaggio che contiene. Per la capacità di andare oltre gli stereotipi, superati eppure sempre vivi”.

Non sono infatti lontani i tempi in cui era alle donne inibito l’ingresso nella carriera di magistrato, in ragione di questa asserita, potenziale “isteria”.

Quindi l’assessore-scrittore-storico di vaglia parla di lotta ai luoghi comuni. “Perché – dice – Simona si china e s’inchina davanti al dolore raccolto, narrato e condiviso”.

E il dolore, inequivocabilmente, è quello di cui sono vittime le donne, come risulta dai tanti ‘medaglioni’ del libro che vedono sempre la donna al centro dell’attenzione, in quanto vittima di raggiri, violenze e pregiudizio.

“Un libro – osserva Roberta Ricci – tagliente, uscito dal cuore e dalla mente di una vera, poliedrica artista come Simona”.

Breve intervento di Francesca Silvestri, direttore editoriale di Ali&no, cui sta a cuore il premio intestato al nome e alla memoria di Clara Sereni, nella cui edizione 2020 Simona Esposito entrò fra i finalisti.

Poi un elogio al pittore Stefano Chiacchella e alla sua opera (La pecora nera) in copertina, contenente una seducente fanciulla stesa sul divano con sullo sfondo dei versi, tratti da un testo del poeta Francesco Curto.

Valore aggiunto della presentazione: una performance attoriale di Simona che ha succintamente riferito il contenuto dei quattro racconti. Esibendosi in una strepitosa e applauditissima narrazione in cui, impersonando la donna al centro del racconto, ha proposto lingue e dialetti connotativi della protagonista.

Nel natio dialetto romagnolo e nella cadenza Nigeriana, Simona ha raggiunto punte di interpretazione emotiva capaci di toccare la sensibilità del pubblico.

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