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Giovedì, 13 Giugno 2024
Inviato Cittadino

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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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INVIATO CITTADINO A proposito di Carnevale

La discussa origine della parola e le ipotesi etimologiche

Si sente talora uno sproposito che lega l’astinenza dalle carni in tempo di quaresima al Carnevale riferendo l’origine del termine all’espressione Carnem Levare.

Ma i conti non tornano. Per una serie di ragioni.

L’assurdo logico-sociologico. Chi ha detto che per carnevale non si mangia carne? È invece, il periodo carnevalizio, proprio il trionfo del godimento, anche alimentare. Insomma: chi vuol esser lieto sia… esultando anche col corpo!

L’assurdo etimologico. Levare in lingua latina sta primariamente per “sollevare”. Insomma: non c’è niente da sollevare. Né da togliere. Specialmente per carnevale.

La seconda ipotesi… maccheronica. C’è chi sostiene l’origine da CARNE VALE! (ciccia, te saluto!). Ma anche questo non funziona per le ragioni dette prima. Ossia che il divieto di mangiare carne vale per la Quaresima, non per il carnevale.

Terza ipotesi… più ragionevole. CARMEN LEVARE (innalzare un canto). E sembra questa la più probabile, in quanto richiama il canto, il folleggiare tra musica e cori. Insomma il tipico clima carnascialesco.

Così è, o potrebbe essere… se vi pare.

Per la QUARESIMA, allora sì, niente ciccia, ma verdure. Costume validato dal detto Finito l carneval da le polpette (che è carne, ndr) / ariva la quares(e)ma dle camette (i broccoletti)

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