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A cura di Sandro Allegrini

Scrittore, giornalista, curatore di mostre e direttore di collane, esperto di teatro e di cinema, cultore di lingua e storia locale. Sandro Allegrini ha pubblicato studi di arte e letteratura sulla produzione di autori locali e nazionali. Dirige collane di biografie (“Umbri”), poesia, narrativa, critica e saggistica (“Lanterne”). È autore di oltre 80 volumi di storia locale e lingua perugina, editor di testi di prosa e poesia, artefice di documentari sui rioni cittadini. Membro della Deputazione di Storia Patria per l’Umbria, Accademico d’onore dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, iscritto all’Ordine nazionale dei Giornalisti, è fondatore e coordinatore dell’Accademia del Dónca. Vincitore di premi nazionali per libri di carattere storico e biografico. Impossibile elencare tutte le sue opere. I volumi editi nel 2023 sono “Peppino Consalvi. Una vita a tutto gas” e “Mia zia Maria Callas dietro le quinte” (Morlacchi Editore).

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ASCOLTATI PER VOI Un poker di sax risuona sotto il grande affresco dottoriano

Aula Magna Unistra stipata di un pubblico entusiasta

Quattro giovani, lattati al nostro conservatorio Morlacchi, tirati su a ottoni e pentagramma da un maestro grande e generoso come Roberto Todini. Che non sta a guardare, ma si mette in gioco soffiando sull’ancia e prestandosi alle percussioni. Con una disponibilità a dir poco com-movente. Nel senso che è capace di “muovere insieme” i fedeli discepoli… e noi con loro.

I giovani si chiamano Catia Michelle Bertolini (al sax contralto), Cristian Torzuoli (tenore), Lorenzo Ronti (baritono e simpatico “chiacchierone”) e Federico Malfagia, appena diciottenne e pronto per la maturità al liceo Mariotti. Ma ben maturo come musicista: partendo dal pianoforte (guidato dalla mamma Gioia) e arrivando al sax soprano.

I magnifici quattro + uno si sono esibiti in un repertorio strepitoso che ha attraversato epoche e generi.

Ecco così squadernati Charlie Mingus e Bach, Mozart e Piazzolla, Ellington e Romero. Con un occhio di riguardo a Marco Ciccone che per loro e per la perizia di abili sassofonisti ha composto pagine memorabili dalle spiccate cadenze felliniane (pensando a Nino Rota).

Il pubblico non voleva più mandarli a casa. Tanto da costringerli al bis… e pure al tris. Con rossiniane e Tico-tico. LasciandoLI, e lasciandoCI, letteralmente senza fiato.

E dimostrando, se ce ne fosse mai bisogno, come classico e contemporaneo possano efficacemente convivere e come la famiglia del sassofono non abbia nulla da invidiare a quella blasonata degli archi.

Dimostrandosi, anzi, perfino più versatile.

Inutile dire che amici e familiari gongolavano. Specie Salvatore Silivestro, e il suo vice Giuseppe Pelli, che di questi concerti (bellissimi, liberi e gratuiti) sono proficui corifei.

Uno scatto e tanta commozione anche per i familiari di Federico Malfagia, effigiato con nonni e genitori davanti alla strepitosa opera di Giuliano Giuman.  Orgoglio perugino. Si può dire? Ormai l’abbiamo detto.

Foto - Quartetto d'eccezione all'Unistra

(Foto esclusive Sandro Allegrini)

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