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Il blog di Franco Parlavecchio - Lo stupro di Rimini e la morbosità dei giornali, ma la violenza va condannata senza sconti

Le violenze di Rimini degli ultimi giorni sono forse il fatto di cronaca più discusso, non solo per la brutalità degli atti compiuti ma anche per i contorni che l'hanno accompagnate.

Le violenze di Rimini degli ultimi giorni sono forse il fatto di cronaca più discusso, non solo per la brutalità degli atti compiuti ma anche per i contorni che l'hanno accompagnate.

Dalla morbosità giornalistica nel raccontare tutti i particolari di una violenza sessuale, quasi a volerla ripetere, alle strumentalizzazioni politiche, fino alla tendenza a giustificarla a causa della problematicità di alcune famiglie. La violenza è violenza e va condannata senza sconti.

Mi sarei aspettato che la brutalità del branco fosse condannata non solo dall’opinione pubblica ma anche dalle famiglie stesse dei criminali. E invece non è così. Ora la tendenza “moderna” è quella di difendere i figli sempre e comunque anche quando sbagliano, anche quando delinquono.

E’ inquietante la dichiarazione della madre di uno di questi delinquenti, il 16enne nigeriano, che difende suo figlio, comunque, affermando di aver fatto una “ragazzata”. Di diverso avviso il padre che comunque dice di aver picchiato più volte il figlio per le compagnie che frequentava. Quali possono essere i risultati in un contesto del genere?  Sembrano quasi violenze annunciate e non prevenute.

Una cosa è certa, questi mostri dovranno essere processati in Italia per i reati commessi e dovrebbero avere pene esemplari. Tuttavia forse in questo caso hanno ragione i polacchi che hanno chiesto l’estradizione dei colpevoli. Il governo polacco non si fida della giustizia italiana poiché da loro sarebbero colpiti duramente senza sconti di pena o premi, mentre in Italia la stessa certezza non sembra garantita. Io mi fido della nostra giustizia, ma fino a prova contraria…

Secondo me un genitore dovrebbe essere il primo a denunciare quando il proprio figlio sbaglia, eppure sembra un' attitudine che si è persa.  Ecco perché piano piano è venuta meno la legittimità dei ruoli, l’autorità di un padre, di una madre e anche quella dei professori di scuola, che un tempo erano molto rispettati nella loro funzione educativa. Prima erano loro i depositari della ragione, oggi facciamo fatica ad individuare figure che lo siano ancora.

Ma forse questa assenza mista ad apparenza è colpa di quei genitori che hanno deciso di non fare i genitori, che hanno demandato ad una società mutevole il proprio compito di guida, dimenticando chi sono e le responsabilità che derivano dal mettere al mondo dei figli che di quella società fanno parte.

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