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Il blog di Franco Parlavecchio - Cari politici, decidetevi e dateci una legge elettorale

Cercasi legge elettorale disperatamente! Quando penso alla legge elettorale mi viene sempre in mente la gag di Benigni di più di 20 anni fa, quando con i suoi giri di parole prendeva in giro la nostra classe politica e tutte le proposte possibili ed impossibili, dal proporzionale al maggioritario, al collegio uninominale al doppio turno, con premio, alla francese, alla tedesca…

Infatti ogni volta che ci avviciniamo (?) alle elezioni è sempre la stessa storia, si riparla di legge elettorale, un po’ come quando si fa melina per distrarre e ritardare la data del voto. Alla fine, la legislatura si concluderà nei tempi naturali. Nessuno si vuole assumere la responsabilità di far cadere il Governo, tanto meno Renzi, perché espressione delle sua stessa maggioranza, un Governo politico che ha come Presidente del Consiglio un autorevole e conciliante personaggio del suo stesso partito.

La responsabilità di una crisi anticipata, in questo momento, potrebbe costare cara in termini elettorali. Forse è un argomento noioso ma in realtà stiamo parlando di regole del gioco, il nostro gioco. E le regole non si possono imporre a colpi di maggioranza o addirittura con un decreto legge, devono essere la sintesi di tutte le sensibilità del Parlamento, ed anche oltre.

La Legge elettorale deve essere ampiamente condivisa perché attraverso queste norme saranno eletti coloro che decideranno le regole della nostra vita di tutti i giorni. Non penso che esista una legge perfetta, soprattutto se si ha un sistema bicamerale e si potrebbero avere due maggioranze diverse tra Camera e Senato, ma poi sta alle capacità e al buon senso degli eletti trovare un accordo, qualora non fosse uscito un risultato chiaro dalle elezioni, che garantisca la governabilità.

Il paradosso sta nei cambiamenti di pensiero…  L’italicum, la legge perfetta come era stata definita dal Pd che tutti ci avrebbero copiato che diventa Legalicum eventualmente estesa anche al Senato, dopo la sentenza della Consulta, che ora il Pd non vuole e che diventa il sogno dei Cinque Stelle, gli stessi che affermavano fosse un ottimo modo per far fuori gli onesti, e che volevano il proporzionale…

Potrei continuare all’infinito con queste asserzioni, che non sono vecchie di 20 anni ma solo di qualche mese. Tutto troppo in base al momento, alle convenienze, ai sondaggi. Ora però serve un atto di grande responsabilità, da parte di tutti i parlamentari di qualsiasi schieramento perché non ci possiamo permettere passi falsi. Siamo sotto la lente d’ingrandimento dei cittadini, quelli che si aspettano un atto di orgoglio per il bene di tutti e non di una parte. Non se ne può più di continuare a garantire la continuità dell' instabilità. Il nostro è un Paese spaccato che ha bisogno di compattezza e di certezze per il futuro. Abbiamo bisogno di un vincitore chiaro e di un Governo stabile che ci liberi dalla nostra triste tradizione di Paese che avuto 65 Governi in 70 anni.


Così la prossima volta, comunque vada, avremmo vinto, o almeno ci avremmo provato.

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