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L'avvocato risponde

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L'avvocato risponde

A cura di Isabella Tonzani

Mediazione Obbligatoria: una delle novità del Decreto "Del Fare"

In questi giorni viene pubblicizzata come la grande novità del 2013 in materia legale ma in realtà la mediazione obbligatoria era già prevista nel nostro ordinamento. Poi c'è stata una sentenza della Corte Costituzionale che le aveva dato uno stop ed ora, invece, il Decreto "del Fare" la reintroduce.

IL QMani1-3UESITO: In questi giorni si parla molto della mediazione, da effettuarsi prima di iniziare una causa in Tribunale, ma c'è molta confusione su cosa sia. Alcune persone me ne hanno parlato, convinte che fosse una novità assoluta. In realtà dal 21 settembre è stata reintrodotta la sola mediazione obbligatoria che esisteva già in precedenza.

COSA DICE LA LEGGE: La mediazione, in generale, è uno strumento di soluzione di una controversia dinanzi ad un soggetto-terzo imparziale, alternativo al giudizio dinanzi al Giudice.

Il nostro ordinamento da tempo prevedeva delle forme di conciliazione che, però, non avevano trovato molte adesioni fra i cittadini e gli operatori del diritto. In alcuni casi (ad es. procedimento davanti al Giudice di Pace) era previsto che il Giudice, alla prima udienza, dovesse chiedere alle parti se intendevano conciliare la lite sul momento, senza andare avanti con il giudizio, con ciò assumendo, quindi, il ruolo del mediatore.

Tuttavia è con il D.Lgs. n. 28 del 4 marzo 2010 che la mediazione viene introdotta nel nostro ordinamento in maniera organica.

Questo decreto prevedeva che la persona che aveva intenzione di promuovere un giudizio potesse invitare la controparte a recarsi presso un mediatore professionista per cercare una soluzione alla controversia. La parte poteva anche essere accompagnata dal suo difensore. Se tutte e due le parti erano presenti all'incontro e trovavano un accordo, questo veniva trascritto in un verbale che era poi omologato dal mediatore ed aveva efficacia di titolo esecutivo tra le parti.

Il decreto n. 28/2010 prevedeva anche la mediazione obbligatoria in alcune specifiche materie. La parte che intendeva instaurare un giudizio, in questi casi, doveva, cioè, preventivamente convocare la controparte davanti ad un mediatore professionista e tentare la conciliazione. In caso contrario l'azione giudiziale era considerata improcedibile dinanzi al Giudice (Tribunale o Giudice di pace).

Poi, tutto questo ha avuto un momento di fermo in quanto la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 272/2012 aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 5, comma 1, del d.lgs. 28/2010 per violazione degli artt. 76 e 77 Cost., per eccesso di delega, nella parte in cui il d. lgs. aveva previsto l'obbligatorietà della mediazione nelle predette specifiche materie; in breve, il Governo, nel redigere il  d.lgs. 28/2010, non si era attenuto al mandato contenuto nella legge n. 69/2009. Residuava la sola mediazione "facoltativa", cioè liberamente richiedibile dalle parti.

Attualmente, la mediazione obbligatoria, "uscita dalla porta", è  tornata - come si dice - dalla finestra in quanto il Decreto del "Fare" (Decreto legge n. 69 del 21 giugno 2013), l'ha reintrodotta per molte materie che sono quasi le stesse del precedente d. l.gs. n. 28/2010 e cioè: condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari. Sono escluse le cause relative alla responsabilità per danno da circolazione stradale.

Una delle novità del decreto è che gli avvocati iscritti all’albo sono, di diritto, mediatori, ma ancora non è ben chiaro in cosa consista questa affermazione e come si tradurrà nella pratica.

Un'altra novità è data dal fatto che il verbale di accordo delle parti, per essere omologato e diventare esecutivo deve essere sottoscritto anche dagli avvocati delle parti.

La mediazione è di regola onerosa, nel senso che le parti devono pagare una quota all'organismo di mediazione.

LA RISPOSTA DELL'AVVOCATO: La mediazione è  un mezzo per la risoluzione stragiudiziale della controversia che viene espletato davanti ad un mediatore abilitato. Consiste in un incontro tra le parti in lite, assistite dai rispettivi avvocati, al termine del quale può raggiungersi o meno un accordo "amichevole". Se l'accordo non viene raggiunto si procederà con il giudizio dinanzi al Giudice; altrimenti viene redatto un verbale, poi omologato dal mediatore, che ha valore di contratto fra le parti ed è titolo esecutivo per l'esecuzione forzata di quanto in esso stabilito. E' anche titolo per l'iscrizione di ipoteca.

Se la parte convocata davanti al mediatore non compare senza giustificato motivo, nel seguente giudizio di merito il Giudice può condannarla al pagamento di un importo pari al contributo unificato per l'iscrizione della causa a ruolo.

In alcune specifiche materie (condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di azienda, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e diffamazione a mezzo stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi bancari e finanziari) la mediazione è obbligatoria, nel senso che è condizione di procedibilità dell'azione giudiziaria: ciò significa che se una persona/ente/società vuol promuovere una causa contro un'altra persona/ente/società, dovrà necessariamente, prima, tentare la conciliazione dinanzi ad un mediatore abilitato.

In caso contrario il Giudice non prosegue il giudizio ma assegna alle parti quindici giorni per la proposizione della domanda di mediazione e fissa la successiva udienza dopo la scadenza dei tre mesi (tempo massimo previsto per la mediazione).

Sull'utilità della mediazione ci sono opinioni contrastanti. Personalmente, essendo iscritta come mediatore presso la Fondazione Forense di Perugia, considero utile un tentativo preliminare di accordo prima di andare in causa; non sono molto d'accordo sulla mediazione obbligatoria perchè ritengo che le parti debbano essere libere di scegliere quale strada intraprendere, ma è comunque un argomento su cui discutere.

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