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Il blog di Franco Parlavecchio - Muore bimba dimenticata in auto: "La vita corre troppo veloce..."

Non è la prima volta. Un bambino muore in auto perché lasciato dentro per diverse ore, dimenticato sotto il sole. Pochi giorni fa è successo ad Arezzo.  La madre, durante la solita giornata, la stessa mattina densa di pensieri e preoccupazioni, era convinta di aver portato il bimbo all’asilo, ma non era così.

Una tragedia, solo in questo modo si può chiamare, quella che a memoria è successa già ad altre persone, talvolta uomini ma spesso donne, quelle che come sempre si assumono quasi tutto il peso di un figlio. Ai più viene spontaneo colpevolizzare questa donna così distratta da lasciare il proprio piccolo da solo in auto.    Ma purtroppo la vita corre veloce, troppo, ed è così spietata da annebbiare a volte la vista di chi porta il carico della famiglia.

Ciò non toglie che questa persona vivrà con un senso di colpa infinito, anzi forse percorrerà una strada che non potrà più chiamarsi vita. Ci stavo pensando proprio l’altro giorno mentre accompagnavo all’asilo la mia piccola. A me potrebbe capitare?  Per me non è routine, è un piacere che riesco a condividere e che posso consumare solo qualche volta; ogni momento me lo godo tutto. Durante i circa 15 minuti di tragitto che ci portano all’asilo, non sto in silenzio, parlo, e non al telefono, ma con colei che merita tutte le mie attenzioni e le mie parole, anche le più stupide.

Credo questo sia uno dei nodi del problema. Spesso il peso di una vita complessa ci toglie il dialogo, quelle parole che ti accompagnano durante il percorso, che concentrano l’attenzione solo verso coloro che meritano e che non hanno mai colpe. Ora non si dialoga più, si pensa, si inveisce contro gli altri automobilisti, si parla al telefono o si è troppo stanchi per fare qualsiasi cosa.


Forse una parola in più renderebbe più sereni i nostri figli e sarebbe importante anche per noi, per non dimenticare che parlare con i nostri cari gratifica prima di tutto noi stessi.

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