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Salute

Pazienti cadiovascolari, le regole per affrontare i mesi più caldi

La Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare ha stilato una serie di raccomandazioni valide per tutti, ma sopratutto per chi soffre di patologie cardiovascolari, per affrontare al meglio le alte temperature di questo periodo

L’Italia sta vivendo da diverse settimane ondate di calore senza precedenti. Molte persone sono a rischio per le temperature elevate, soprattutto quelle che soffrono con l’apparato cardiovascolare. Per questo motivo, la Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare - SIPREC indica alcune norme di comportamento per salvaguardare la propria salute nei mesi caldi.

Come spiega il Prof. Massimo Volpe, Presidente SIPREC, “Questi mutamenti climatici così rilevanti e bruschi impongono aggiustamenti fisiologici da parte di ciascuno di noi. Le capacità dell’uomo di adattarsi a diversi climi, talora estremi, si sono sviluppate nell’arco di decine di migliaia di anni: oggi non è ovviamente possibile contare su adattamenti fisiologici naturali, ma dobbiamo ricorrere a misure comportamentali che consentano di affrontare con rischi minori queste rapide evoluzioni. Stile di vita, alimentazione, esposizione al sole devono quindi adeguarsi a una situazione in cui rispetto agli scorsi decenni la forza dei raggi ultravioletti è maggiore, il caldo e l’umidità sono aumentati e questi fenomeni possono avere effetti molto nocivi sul nostro organismo, a partire dall’ambito cardiovascolare, sia per chi assume farmaci sia per chi non li assume”.

Dieci regole per affrontare il caldo

Per affrontare la situazione, la SIPREC ha stilato alcune buone norme che tutti dovrebbero osservare, soprattutto quanti soffrono di patologie cardiovascolari o rientrano tra i soggetti a rischio. Questo decalogo deriva da un corretto stile di vita promosso dalla società scientifica, e messo in luce di recente nell'ambito della Seconda Giornata Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, promossa e organizzata dalla SIPREC il 13 maggio al Senato.

La prima risposta alle temperature elevate è la vasodilatazione, ossia la dilatazione delle arterie che provoca la riduzione della pressione arteriosa e la sudorazione, con perdita di liquidi ed elettroliti. Questo può causare improvvisi fenomeni ipotensivi, collegati alla bassa pressione, e determinare stati lipotimici, forte astenia, in qualche caso vere e proprie sincopi. Per evitare che si inneschii questo processo, è indispensabile idratarsi bene e spesso e cercare di non esporsi troppo al caldo. Queste indicazioni valgono soprattutto al mare: passare rapidamente dal caldo al freddo del mare (o da ambienti caldi ad ambienti condizionati freddi) può implicare un repentino passaggio dalla vasodilatazione alla vasocostrizione, provocando conseguenze pericolose, sia nei pazienti cardiopatici che in quelli sani.

La seconda precauzione da prendere è quella di limitare l’esercizio fisico nelle ore più calde. La pratica dello sport va fatta nei momenti meno caldi della giornata.

Un ulteriore problema è quello dell'impiego delle mascherine, ancora utile in ambienti chiusi e affollati. Con un grande caldo e un’elevata sudorazione, le mascherine possono aumentare problemi di respirazione ed esporre pazienti cardiopatici a crisi respiratorie o lipotimie,per via del ridotto apporto di sangue ossigenato al cervello, del calo della pressione e dell’ossigenazione ridotta in ambienti umidi e affollati. Questo signfica che non si deve abbandonare la mascherina, ma che bisogna fare pià attenzione soprattutto davanti a un aumentato impegno fisico come fare le scale, stare in piedi a lungo, etc., nel caso di pazienti cardiopatici.

Tra i pazienti che prendono farmaci, due categorie meritano particolare attenzione. In primis, chi assume farmaci anti-ipertensivi:consultando sempre il proprio medico è possibile applicare degli aggiustamenti posologici, riducendo il dosaggio e, in alcuni casi, se i valori pressori sono troppo bassi, interrompendo saltuariamente ed in modo controllato la somministrazione. QUalsiasi variazione è sempre da concordare con il proprio medico e comporta la necessità di misurare la pressione più spesso.

Altra categoria di pazienti che richiedono maggiore attenzione sono quelli che fanno uso di diuretici. Per via della perdita di liquidi e di sali causata dalla sudorazione, spesso nei soggetti con ipertensione e scompenso cardiaco, c'è il rischio di disidratazione e perdita di elettroliti, e anche in questo caso è opportuno rivedere la terapia con i diuretici o comunque implementare l'idratazione.

In ogni caso, a prescindere dalle terapie seguite, chiunque deve assumere adeguate quantità di elettroliti. Un’alimentazione a base di fruttiae verdure ricche di potassio, calcio, magnesio è fondamentale per fornire all’organismo gli ioni necessari per la salute dell’apparato cardiovascolare.

Altra raccomandazione riguarda la montagna, che nei soggetti cardiopatici comporta una riduzione dell’ossigenazione del sangue. Recarsi in alta quota richiede delle precauzioni: arrivare a un’altitudine di non oltre 1000-1200 metri; andare in progressione, con una sosta di qualche ora ogni 500-600 metri; evitare attività fisica nei primi giorni per permettere al sistema emopoietico e a quello circolatorio di adattarsi all’altitudine.

Anche l’alimentazione, per tutti e in ogni caso, deve essere leggera e “colorata”, ossia con una quantità significativa di frutta e verdura, che velocizzano anche la digestione. Serve una costante idratazione, che può essere integrata con bevande ad elevato contenuto di ioni, come spremute d’arancia e succhi di frutta, che consentono di avere liquidi, carboidrati e potassio.

Per i pazienti cardiopatici è poi importante limitare i periodi di soggiorno in luoghi troppo isolati e lontani da presidi sanitari.

Un'app per monitorare i parametri cardiologici

La telemedicina è ormai una realtà che viene in nostro aiuto in tanti ambiti, tra cui quello cardiovascolare. La SIPREC è attenta anche allo sviluppo della tecnologia e per questo “Abbiamo promosso lo sviluppo di un’app “Heart way”, per essere vicini anche a distanza a chi ha problemi di cuore – spiega il Prof. Volpe – Questo progetto persegue l’obiettivo primario di controllare i principali fattori di rischio: pressione arteriosa e colesterolemia. Poi ci sono altre finalità non meno importanti, come l’incentivo a un’attività fisica quotidiana del paziente, l’aderenza alle terapie, un corretto stile di vita anche dal punto di vista dell’alimentazione, una definizione del profilo di rischio, l’analisi del peso corporeo e la definizione di altri parametri che possono essere misurati dal paziente”.

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