Salute

Consumo di alcol, rischi e benefici sul nostro organismo

Aumento di peso e riduzione della massa cerebrale: ecco che cosa è emerso da recenti studi sul consumo di vari tipi di alcol

Molte persone ignorano che il consumo di alcol rientra tra i fattori biologici e ambientali che contribuiscono al sovrappeso o all'obesità, anche se la ricerca non ha ancora trovato legami chiari tra aumento di peso e assunzione di bevande alcoliche.

I risultati incerti di queste indagini potrebbero essere in parte attribuiti agli effetti fisiologici diversi che l'alcol ha sul metabolismo e sull'assorbimento dell’energia. In parte, infatti, è stato dimostrato che assumere alcol comporta l’accumulo di grasso, stimolando l'appetito e incoraggiando a eccedere con il cibo; d’altra parte, ostacola l'assorbimento calorico e aumenta il dispendio energetico, incoraggiando la perdita di peso, quando viene consumato in concomitanza ai pasti, per effetto termogenetico (processo legato alla spesa energetica/calorica). Però queste incongruenze rilevate nella letteratura scientifica, accostate agli risultati di studi che collegano il consumo moderato di alcol a un rischio ridotto di malattie legate all'obesità, hanno incentivato la ricerca cercare di chiarire meglio questa correlazione.

Per valutare al meglio il legame tra consumo di alcol e aumento di grasso viscerale, i ricercatori della Iowa State University e della Virginia Polytechnic Institute hanno valutato separatamente gli effetti dei vari tipi di alcolici (birra/sidro, vino rosso, vino bianco/champagne, liquori) sulla composizione corporea, piuttosto che misurare semplicemente il consumo di alcol nel suo insieme. Questo perché ogni tipo di alcolico contiene profili nutrizionali e percentuali di alcol in volume diversi. Ecco perché una forte preferenza per un tipo di alcol potrebbe influenzare a lungo termine in maniera diversa l'aumento di peso. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Obesity Science & Practice.

Il grasso in eccesso nuoce alla salute

La presenza di grasso viscerale in eccesso aumenta il rischio di patologie diverse, tra cui in primis le malattie cardiovascolari, la sindrome metabolica, alcuni tipi di cancro e un rischio più elevato di morte. Nella popolazione anziana, inoltre, soggetta ad alterazioni della composizione corporea per l'avanzare dell'età, il consumo di alcol può aggravare l'accumulo di adiposità viscerale e ridurre la densità minerale ossea. Questo comporta gravi consguenze per la salute generale. Ecco perché importante che la ricerca prenda in considerazione tutti i potenziali fattori che portano all'aumento di peso, così da poter trovare soluzioni specifiche per combattere il problema.

Lo studio

Con questo obiettivo i ricercatori hanno raccolto dalla bionica britannica (un ampio studio osservazionale a lungo termine istituito nel Regno Unito) i dati relativi a 1.869 adulti di età compresa tra 40 e 79 anni comprensivi delle informazioni auto-riferite dai partecipanti su fattori demografici, consumo di alcol, tipo di alimentazione e stile di vita. In seguito, gli autori hanno raccolto altri dati circa l’altezza, il peso e campioni di sangue da ciascun partecipante, ricavando informazioni sulla composizione corporea tramite una misurazione diretta chiamata "assorbimetria a raggi X a doppia energia". Quindi, con un programma statistico hanno esaminato le relazioni tra i tipi di bevande alcoliche assunte e la composizione corporea.

Il vino bianco aiuta la salute delle ossa

Dai risultati è emerso che bere vino non è associato di per sé ad aumentati livelli di grasso viscerale, ma può addirittura svolgere un ruolo protettivo per la salute. In particolare, si è visto che bere vino rosso con moderazione è associato a livelli più bassi di grasso viscerale e una ridotta infiammazione, mentre bere vino bianco con moderazione è associato a una maggiore densità minerale ossea, quindi comporta importanti benefici soprattutto alla popolazione più anziana.

Birra e superalcolici aumentano il grasso viscerale

I ricercatori hanno anche scoperto che, diversamente dal vino, un maggiore consumo di birra e distillati è associato a una maggiore adiposità viscerale collegata alla dislipidemia (alterazione della qualità dei grassi) e all’insulino-resistenza. Quindi, concludendo, mentre la birra e i distillati possono contribuire all’adipogenesi (formazione del tessuto adiposo), il vino rosso e il vino bianco possono proteggere da esso grazie agli effetti antinfiammatori.

“Se con questo studio - hanno dichiarato i ricercatori - abbiamo chiarito i rischi e i benefici associati a ciascun tipo di alcol, i nostri prossimi obiettivi saranno esaminare come la dieta, incluso il consumo di alcol, può influenzare le malattie del cervello e della cognizione negli anziani con lieve deterioramento cognitivo".

Più alcol consumi, più il cervello si riduce

Gli effetti dell’alcol sul cervello sono stati valutati in letteratura già da numerosi studi, uno dei più recenti è stato condotto dal team dell'Università della Pennsylvania. La ricerca, su oltre 36 mila adulti di mezza età e anziani sani, ha rilevato che il consumo di alcol da leggero a moderato è associato a riduzioni del volume cerebrale generale: più sono elevati i livelli di consumo di alcol, più il volume di alcune aree della corteccia (il tronco cerebrale, il putamen e l’amigdala) si riducono. Secondo i risultati della ricerca eliminando anche un solo drink si riduce il rischio di invecchiamento precoce.

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