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Domenica, 5 Dicembre 2021
Salute

Bambini e influenza, come distinguere i sintomi da quelli del Covid

La pediatra Bozzola della Società Italiana di Pediatria risponde alle più classiche domande dei genitori alla comparsa dei sintomi influenzali

Con l'emergenza sanitaria da Covid 19 che sembra essersi attenuata e il riprendere delle lezioni scolastiche e delle altre attività in presenza, torna inevitabilmente a farsi viva, come ogni anno, la classica influenza stagionale.

Questa sindrome ha già toccato Australia, Nuova Zelanda, Sud America e Africa, e sta arrivando anche in Europa, dove già si verificano i primi casi. Nel Nord Italia sono stati segnalati i primi due casi di bambini con virus influenzale A/H3. Al momento si tratta dei primi casi sporadici, l'ondata influenzale vera e propria inizierà, infatti, tra fine novembre e inizio dicembre per raggiungere il picco tra fine gennaio e inizio febbraio. Lo scorso anno, complice mascherine, distanziamento, scuole chiuse e lockdown parziale nei mesi freddi, l’influenza stagionale si è manifestata con pochissimi casi. Ora, con l'allentamento delle restrizioni anti-Covid, si teme che torni a colpire in forma più aggressiva.

“Abbiamo una generazione che ha saltato l'epidemia influenzale dello scorso anno - ha spiegato Silvestro Scotti, segretario della Federazione Italiana di Medici di Medicina Generale (FIMMG) - e questo significa che tanti cittadini non hanno neanche gli anticorpi rispetto ai virus della stagione '20-21. E' importante accelerare con i vaccini o rischiamo di avere condizioni più gravi”.

Ciò che più spaventa i genitori è la difficoltà a riconoscere in tempo i sintomi dell'influenza e distinguerli da quelli del Covid-19. “I sintomi – spiega a Today la Dott.ssa Elena Bozzola (pediatra della Società Italiana di Pediatria) - sono nel più dei casi sovrapponibili, fatta eccezione per la perdita di gusto e olfatto, tipica del Covid ma infrequente nei bambini. Pertanto, durante i mesi in cui vi è anche la circolazione del virus influenzale, è utile eseguire un tampone naso-faringeo per escludere o confermare l’infezione da SARS-CoV-2”. 

Riconoscere i sintomi dell'influenza

La dott.ssa Elena Bozzola, pediatra della SIP, risponde alle più comuni domande che pongono i genitori: come riconoscere e distinguere i sintomi del Covid da quelli dell’influenza stagionale? Quando fare il tampone? Che succede se c’è un bambino positivo in classe?

Dott.ssa Bozzola, quali sono i sintomi d’esordio più frequenti del Covid nei bambini?

“I sintomi d’esordio del Covid-19 in età pediatrica più frequenti sono febbre e tosse. Un recente analisi della letteratura scientifica disponibile, riporta febbre nel 51% e tosse nel 41%".

E gli altri sintomi quali sono?

“Tra i sintomi più frequentemente riportati, oltre a febbre e tosse, vi sono mal di gola, rinorrea, sintomi gastro-intestinali. Ricordiamo, però, che il Covid-19 nei bambini, più frequentemente che nell’adulto, può essere asintomatico o pauci-sintomatico”.

Quando un bambino deve fare il tampone?

“Il tampone per la ricerca di SARS-CoV-2 va effettuato in caso di contatto con persona affetta o in caso di sintomatologia compatibili, seguendo le indicazioni del pediatra curante”.

Lo scorso anno, grazie al distanziamento e alle mascherine, l’influenza stagionale non si è praticamente manifestata. Ora, con l'allentamento delle restrizioni anti-Covid, potrebbe tornare in forma più aggressiva?

“Lo scorso anno con le misure restrittive anti Covid-19 e, in particolare con l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, sono stati registrati pochissimi casi di influenza, tanto che la curva epidemiologica è stata molto più bassa rispetto alle due stagioni precedenti, così come riportato dal Ministero della Salute (Influenza, con 7,6 milioni di casi termina sorveglianza Influnet 2019-2020). Il graduale ritorno alla normalità e l’allentamento delle misure restrittive, potrebbe portare ad un incremento della circolazione del virus influenzale nei prossimi mesi. È, pertanto, importante prevenire i contagi, anche grazie alla vaccinazione anti-influenzale (e il periodo più indicato per farla è quello autunnale a partire dal mese di ottobre”.

La bassa esposizione ai virus respiratori, durante l'autunno/inverno scorso, potrebbe avere generato un deficit di immunità collettiva nei più piccoli?

“Già in questi giorni si stanno verificando i primi casi di infezioni respiratorie tra i più piccoli, alcuni dei quali necessitano il ricovero ospedaliero. Una minore esposizione ai virus nella stagione influenzale precedente può comportare un incremento del numero dei bambini suscettibili in quanto non hanno contratto in precedenza la malattia e, quindi, rischiano di contrarla quest’anno. Un esempio su tutti, in questo momento, è rappresentato dal virus respiratorio sinciziale, uno degli agenti responsabili della bronchiolite”.

Come distinguere i sintomi del Covid dai sintomi dell’influenza stagionale? Quali consigli può dare ai genitori?

“I sintomi sono nel più dei casi sovrapponibili, fatta eccezione per la perdita di gusto e olfatto tipica del Covid 19, ma infrequente nei bambini. Pertanto, durante i mesi in cui vi è anche la circolazione del virus influenzale, è utile eseguire un tampone per escludere o confermare l’infezione da SARS-CoV-2. Il consiglio da dare ai genitori, oltre all’osservanza delle misure anti Covid-19, è quello di proteggere il proprio nucleo familiare tramite le vaccinazioni anti-influenzale e anti Covid-19, compatibilmente con le indicazioni ministeriali”.

Cosa accade se un bambino in classe è positivo al Covid? Quali sono le indicazioni del gruppo di lavoro dei ministeri alla Salute e all’Istruzione?

“La bozza di “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid 19” a cura dell’Istituto Superiore di Sanità e dai ministeri dell’Istruzione e della Salute, attende l’ok delle Regioni che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Se si riscontra un positivo in classe, alle scuole primarie o alle secondarie, i compagni saranno sottoposti a “sorveglianza con testing” attraverso un tampone rapido o molecolare. Se il risultato sarà negativo potranno tornare a far lezione a scuola ma dopo cinque giorni dovranno ripetere il tampone. Se i casi positivi diventano due in classe, è prevista la quarantena per gli studenti non vaccinati. La quarantena per tutti è prevista in caso i positivi trovati siano più di due: sette giorni chi è vaccinato e dieci per chi no”.

Queste indicazioni valgono anche per gli under 12 (minori che non posso essere vaccinati) e per i più piccoli iscritti ad asili nido e materne?

"La bozza di “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi Covid 19” si riferisce ai bambini fino a undici anni a partire dal secondo positivo la quarantena. Per i bambini di asili nido e materne, secondo la bozza, basta un solo caso di positività a far scattare la quarantena per 10 giorni”.

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