Allergie ai pollini, riconoscerle e affrontarle

In questo periodo dell'anno e fino a settembre si riacutizzano le forme allergiche verso i pollini di alcune piante: ecco come acertarsi di soffrire di queste forme allergiche e come conviverci

Siamo appena gali inizi della stagione peggiore per le tante persone che soffrono di allergie ai pollini, ovvero la primavera.

In questa guida vogliamo veder come riconoscere e curare questa allergia senza farsi cogliere impreparati.

Allergia ai pollini: come si riconosce?

L’allergia ai pollini (pollinosi) provoca una reazione respiratoria innescata dall’inalazione di pollini. Il periodo in cui si manifesta dipende dal tipo di polline verso cui si è sensibilizzati e dalla sua concentrazione nell’atmosfera. Tra sintomi più comuni ci sono riniti, congiuntiviti e in certi casi asma bronchiale. La reazione allergica si presenta con ricorrenza stagionale, in corrispondenza del periodo di pollinazione caratteristico per ogni specie responsabile dell'allergia. 

Tra i pollini più comunemente allergizzanti ci sono le graminacee, piante erbacee che si trovano un po’ ovunque: nei parchi, nei prati, nei campi e anche ai bordi delle strade. In Italia la fioritura di queste erbe avviene nel periodo compreso fra marzo e settembre, ma il picco pollinico corrisponde in genere al mese di maggio. In questo periodo esplodono anche la parietaria, pianta presente soprattutto nel Centro e Sud Italia, e l’ulivo, una delle principali fonti di allergia nell’area mediterranea.

Cosa avviene nel sistema immunitario

I pollini sono formati da granuli che rappresentano le cellule riproduttrici delle piante, rilasciate durante la fioritura di alberi (betulla, frassino) e piante erbacee (graminacee, parietaria, ambrosia). E' il vento a trasoprtarli e possono entrare in contatto con le mucose di naso, occhi e gola. Nei soggetti allergici il sistema immunitario reagisce in maniera anomala ed eccessiva ai pollini formando anticorpi specifici, le Immunoglobuline E (IgE). 

Come viene liberato il polline? Il meccanismo di rilascio del polline varia a seconda delle specie e di alcuni parametri climatici: le giornate calde e ventose facilitano la pollinazione, mentre un'elevata umidità relativa dell'aria la rende difficoltosa.  noltre, l'esordio, l'intensità e la durata dei sintomi delle allergie ai pollini dipendono principalmente dalle variazioni delle concentrazioni polliniche presenti nell'aria: ecco perché può essere importante aggiornarsi tramite i calendaridelle fioriturre (o calendari pollinici), che segnalano il periodo di fioritura delle piante, e i bollettini regionali dei pollini: così possiamo conoscere quali e quanti pollini siano diffusi.

Riconoscere i sintomi

I sintomi dell’allergia ai pollini posso essere diversi, i più comuni sono: 

  • occhi rossi,
  • lacrimazione e prurito oculare,
  • naso chiuso,
  • prurito nasale,
  • naso che cola e starnuti (rinite o rinocongiuntivite allergica).

Più di un allergico su cinque tende a presentare anche sintomi asmatici, come tosse, fiato corto e senso di costrizione al torace. 

In alcuni soggetti allergici possono insorgere reazioni inaspettate, come fastidio, bruciore o prurito alla gola e/o al palato e disturbi della deglutizione, a causa dell’ingestione di alimenti vegetali che presentano antigeni comuni ad alcuni pollini. Questa manifestazione (cosiddetta sindrome orale allergica o SOA) avviene entro pochi minuti dall’assunzione dell’alimento ed è dovuta dalla cross-reattività conseguente alla "parentela" botanica tra pollini e alcune famiglie vegetali.

Diagnosi e cure possibili

Per confermare un sospetto di allergia verso uno o più pollini è fondamentale eseguire dei test cutanei, chiamati prick test. Questi vengono eseguiti inoculando con un’apposita lancetta piccole quantità di allergeni a livello della cute dell’avambraccio. Dopo circa 15-20 minuti , in caso di allergia si avrà una risposta infiammatoria della cute nella sede del test.

Ci sono varie terapie per affrontare l'allergia ai pollini, indicate dal medico in base ai diversi sintomi e alla gravità degli stessi.

La terapia farmacologica può prevedere: 

  • Farmaci Preventivi

Sono utilizzati per prevenire le reazioni allergiche e le crisi di asma bronchiale: per questo motivo, il trattamento deve essere iniziato prima della possibile esposizione agli allergeni pollinici (possibilmente da due a quattro settimane prima della stagione di fioritura), proseguendo poi il trattamento per tutto il periodo a rischio, con assunzioni regolari del farmaco. Questi farmaci sono solitamente disponibili sotto forma di soluzioni da inalare e hanno effetti collaterali limitati.

  •  Farmaci Sintomatici

Si suddividono in :

- Decongestionanti - Sono farmaci utilizzati che danno un sollievo rapido ma temporaneo dalla congestione nasale e sinusale o il rossore e il prurito agli occhi, alleviando i sintomi dell’allergia; si vendono come farmaci da banco e/o su prescrizione medica, sotto forma di spray nasali e colliri. Esistono anche decongestionanti in compresse, ma il loro impiego è meno diffuso, in quanto possono causare una serie di effetti indesiderati e sono potenzialmente pericolosi se usati in associazione con altri farmaci o se si soffre di altri problemi di salute concomitanti.

- Antistaminici - Gli antistaminici bloccano l'attività dell'istamina, una delle principali sostanze chimiche infiammatorie che intervengono nelle manifestazioni allergiche: di conseguenza, si assiste al miglioramento dei principali sintomi dell'allergia ai pollini. Gli antistaminici sono disponibili sotto forma di compresse, sciroppi, spray nasali e colliri. L'effetto si protrae per diverse ore, ma sono farmaci che richiedono la prescrizione medica, per via dei molti effetti collaterali. 

-Broncodilatatori – Questi farmaci hanno la capacità di "distendere i bronchi": il principio attivo in essi contenuto, infatti, rilassa la muscolatura liscia che avvolge le vie aeree bronchiali, dilatandole. Devono essere utilizzati con massima cautela a causa dei numerosi effetti collaterali, e sono disponibili solo dietro prescrizione medica, sotto forma di spray da usare al bisogno.

Vaccino contro la pollinosi 

Nel caso in cui le opzioni farmacologiche "classiche" non allevino i sintomi dell'allergia ai pollini, il medico può consigliare dei trattamenti specifici per l'allergia (immunoterapia o terapia di desensibilizzazione). L'immunoterapia consiste nella somministrazione di un "vaccino" per via sottocutanea o sublinguale per un periodo che va dai dura dai tre ai cinque anni, che rende l'organismo progressivamente meno sensibile nei confronti di specifici allergeni e induce con il tempo una tolleranza verso il polline antigenico. Il vaccino, però, non sempre è una soluzione possibile e consigliata: lo specialista allergologo deve stabilire se e quando può rivelarsi utile, in relazione ai sintomi presenti, al tipo di allergia e alle caratteristiche del paziente allergico.

Consigli utili

Oltre alle terapie farmacologiche specifiche, per affrontare le allegrie ai pollini ci sono anche una serie di strategie che consentono, in modo semplice ed efficace, di mantenere sotto controllo la situazione:

  • Evita di passeggiare nei campi, prati o giardini in cui l'erba è stata tagliata da poco. Durante il periodo di pollinazione, evita le attività sportive in prossimità di aree verdi e i lavori di giardinaggio
  • Ricorda che le concentrazioni di pollini sono maggiori nelle giornate secche, ventose e soleggiate. Durante il giorno, all'aperto, può essere utile indossare un paio di occhiali scuri, dato che la luce del sole aumenta il fastidio associato ai sintomi oculari
  • Tra le 10 e le 16, periodo di maggior concentrazione di pollini, tieni chiuse le finestre e i finestrini dell'auto: se l'auto ha l'aria condizionata, installare un filtro antipolline può essere d’aiuto
  • Quando rientri a casa fai subito una doccia e cambia i vestiti, per eliminare i pollini che si sono attaccati nel corso della giornata. Prima di andare a dormire, applica sulle palpebre un batuffolo di cotone imbevuto d'infuso alla camomilla e rosmarino, per sfiammare e idratare gli occhi
  • Non stendere il bucato all'aperto: il polline si può attaccare a lenzuola e asciugamani
  • Nei periodi di riacutizzazione dei sintomi, adotta una dieta disintossicante per qualche giorno. Scegli alimenti quali le cipolle (contengono composti solforati che inibiscono la risposta allergica e infiammatoria) e quelli ricchi in magnesio (come cereali integrali, fagioli, verdure a foglia verde, banane) che contribuiscono a ridurre al minimo la produzione di istamina). Evita, invece, oltre che gli alimenti che possono provocare reattività con i pollini, tutti quelli che stimolano la liberazione di istamina, come fragole, pomodori, cioccolato, crostacei, molluschi, formaggi fermentati, insaccati e frutta secca.

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