Classifica dello spreco, quanto cibo buttiamo in Italia?

Esiste uno speciale osservatorio che monitora gli sprechi alimentari per sensibilizzare al risparmio. Ecco i numeri dello spreco. Anche la GDO fa la sua parte, a Perugia un progetto con la Caritas Diocesana

In Italia esiste una speciale "Waste Parade", ovvero la classifica dei cibi più sprecati nel nostro paese dai consumatori. A compliarla è l’Osservatorio Waste Watcher dell’Università di Bologna. Infatti molti ignorano che più di un terzo del cibo prodotto per il consumo umano viene sprecato per cattiva conservazione.

I numeri dello spreco

1,6 milioni di tonnellate sprecate in totale in Italia in un anno

27,5 kg di cibo commestibile sprecato ogni anno per persona

4,8 litri di latte per persona sprecati in un anno

4,5 kg di frutta sprecati per persona in un anno

3,2 kg di prodotti da forno per persona in un anno

Per 534 gr di cibo pronto, 120 vengono spercati:

-90 gr resti nel piatto

-30 gr scarti di cucina

suddivisini queste percerntuali:

21% dalla prima portata (pasta, legumi, riso)

27% dalla seconda portata (carne o pesce)

30% dal contorno (verdure).

La frutta fresca è il primo alimento che viene sprecato nelle case italiane, indubbiamente per la sua alta deperibilità ma anche per via delle cattive abitudini di conservazione;  al secondo posto troviato le confezioni di insalata e le verdure in genere. Quarta posizione per il pane. Uova, salse e dolci, invece, chiudono la classifica troviamo le uova, le salse e i dolci.

Ma perché buttiamo via tanto cibo?

Uno dei motivi per cui buttiamo il cibo è forse la difficoltà a comprare la quantità giusta. Ad esempio il pane diventa subito duro se non viene consumato e così non ci piace più. Invece che buttarlo, però, perchè non proviamo a usarlo diversamente? Ad esempio facendone crostini per zuppe, bruschette o pan grattato?

Su questo genere di consigli e accortezze si fondano molte campagne contro lo spreco degli alimenti. 

Anche la grande distrubuzione fa la sua parte: ricordiamo in particolare a Perugia come molte catene di supermercati donino alla Caritas diocesana gli alilmenti freschi che a fine giornata dovrebbero buttare via, secondo le norme previste. Donando quanto avanza a fine giornata si evita così uno spreco notevole di cibo che viene prontamente ridistrobuito alle persone indigenti della città.

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