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Domenica, 1 Ottobre 2023
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LETTI PER VOI Uscito da Carocci il volume dello storico perugino Jacopo Mordenti 'I Templari'

Lo elogia meritatamete Paolo Mieli nel Corriere

Uscito da Carocci il volume dello storico perugino Jacopo Mordenti “I Templari”. Una recensione di Paolo Mieli nel Corriere ne elogia l’acribia in ben due pagine della sezione Cultura.

Non è il primo lavoro pubblicato da Mordenti, laureato in Culture del Medioevo e già autore di “Templari in Terrasanta” e “Di pietra e d’acqua dolce”, sul Trasimeno medievale.

Il fenomeno templare si collega strettamente alle Crociate in Terrasanta.

È una storia lunga duecento anni, iniziando nel XII secolo, all’indomani della prima crociata, in relazione alla necessità di proteggere, in veste di monaci-combattenti, i pellegrini i cui percorsi si dipanavano nell’Oriente, lungo gli itinerari della fede.

Nel breve volgere di qualche decennio, la piccola comunità di devoti cavalieri diviene un ordine monastico-militare capace di presidiare la Terrasanta e di ramificarsi in Europa attraverso una capillare rete di commende.

Ma la loro gloria, e le loro fortune, diventano oggetto di confisca e di rapina, da parte di voracissimi regnanti a corto di risorse.

Sia Edoardo d’Inghilterra (futuro Edoardo I) che il re di Francia Filippo I, detto Il Bello, reduce da guerre dispendiose e impegnative, optano per la loro scomparsa, con metodi di natura criminale. Scontro che fa il paio con quello intessuto con Bonifacio VIII e conseguente scomunica. Sconfitta finanziaria legata alla politica e convocazione del gran Maestro Giacomo di Molay per contestargli le “prove” contro l’Ordine raccolte da Nogaret.

Ovvio sottolineare che, secondo il costume corrente, le accuse contro i cavalieri incriminati vengono confermate per il tramite di confessioni più che discutibili, ossia estorte col sistema della tortura.

La persecuzione comincia nel 1307 e comporta la fine dei Templari nel 1312 con l’esecuzione (1314) di Giacomo de Molay. Finito al rogo, non senza aver scagliato la maledizione contro Clemente V e Filippo il Bello. I quali andranno a morte nello stesso anno.

Al termine di una stagione di processi e accuse infamanti, si conclude la storia dei templari e inizia la saga del templarismo. Una vera e propria epopea che ancora suggestiona e coinvolge. Prova ne siano le tante iniziative che il Comune di Perugia intraprese anni fa sotto il brand “Milites Templi”. Celebrando anche il nostro San Bevignate, tornato a nuova vita. Dopo aver conosciuto l’umiliazione di essere stato utilizzato come depositeria di materiali del Cantiere Comunale, rimessa di carri e perfino canile. La chiesa templare, e la sottostante fullonica romana, sono oggi meta di visitatori e turisti, attratti dalla bellezza di una narrazione per materiali archeologici e affreschi di rara bellezza.

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