"Il volo dell'ape", ovvero il racconto della vita e del tempo delle scelte nel romanzo d'esordio di Lorenzo Lanari

Professore, ricercatore, direttore della triennale della Scuola di mediazione linguistica, racconta il percorso di formazione di uno studente fino alla scelta più importante della sua vita

Lorenzo Lanari, classe 1978, professore, ricercatore, scrittore, direttore del corso triennale della Scuola di mediazione linguistica di Perugia, ha scritto un libro che spazia tra il romanzo di formazione, la diaristica, il racconto di viaggio e l’analisi dell’amore. Lanari Descrive la vita, fatta di incontri, opportunità, scelte, rimpianti e felicità. E in tutto questo, il romanzo si intitola “Il volo dell’ape” (Graphe edizioni, 144 pagine, 10,90 euro), cosa c’entrano le api?

“Le api vengono da lontano, da una storia familiare. Qualche anno fa ero a casa di un amico e suo padre aveva delle arnie in campagna. Parlando mi ha raccontato la vita delle api, la loro vita nell’alveare, la stretta organizzazione che vige nel gruppo, la gerarchia ben ordinata, le funzioni dei singoli appartenenti. Da qui ho voluto approfondire quello che sapevo, poco in realtà, di mio nonno che era apicoltore. Così una volta scoperta la vita delle api ho voluto conoscere la storia della mia famiglia e di mio nonno, interrogando mio padre. Nel tempo si è venuta sviluppando l’idea del romanzo ed è stato naturale pensa di collegare le api alla vita del protagonista”.

Un romanzo di formazione, quindi?

“Potrebbe essere, ma ritengo che sia un romanzo in cui si racconta il processo di maturazione di una persona. Come le api hanno un’organizzazione gerarchica che si sviluppa nella crescita esistenziale, con le api che maturano nella crescita, così il personaggio del romanzo passa dalla spensieratezza della gioventù alla maturità, condivide esperienze con amici e conoscenti, cresce grazie agli insegnamenti della vita fino a giungere alla vita adulta”.

Quanto c’è di autobiografico?

“In realtà non c’è identità tra l’autore e il personaggio, ma ci sono delle parti che si richiamano a sensazioni che ho provato da giovane universitario e che adesso rivivo ogni giorno come docente. Certo, qualcosa del mio vissuto è passato, ma ritengo che sia un trasferimento quasi obbligato di conoscenze e sensazioni per rendere più valida la finzione letteraria. Le città, ad esempio, ricalcano quelle dove ho vissuto da studente, da docente o da semplice turista”.

Quale storia racconta il romanzo?

“La storia è quella di Michele, un giovane che riprende a studiare dopo aver svolto il servizio militare. Da quell’esperienza di vita fuori casa prende coscienza del suo futuro, delle sue aspirazione e scegli di proseguire a vivere da solo, ma questa volta da studente fuori sede. Vive così a Roma qualche anno da studente, con la vita quotidiana all’università, gli amici, i compagni di studio e i coinquilini. Un periodo della vita in cui studio e avventura si mescolano, fino alla conoscenza della persona che finisce per scegliere come compagna di vita, tanto da seguirla all’estero. Anche qui il protagonista si butta nella vita e fa altre esperienze, in un crescendo di incontri di vita, episodi, situazioni che impongono una scelta. Anche se a volte è la vita che fa scelte per lui. Forse l’elemento più importante del romanzo è proprio la scelta, il momento in cui si delineano le persone e i caratteri. Non bisogna aver paura di sbagliare: l’errore più grande non è decidere male, ma non scegliere. Avere il coraggio di sperimentare per trovare una propria dimensione”.

Come nasce questo libro?

“Nasce non casualmente, ma è il frutto dell’esigenza di trasmettere le mie esperienze e sensazioni, di metterle su carta. Scrivevo e mi accorgevo che tutto si dipanava fluidamente e più andavo avanti e più aggiungevo. Il mio lavoro di docente, inoltre, mi ha posto davanti ad una esperienza diversa, in quanto mi sono trovato, confrontandomi tutti i giorni con loro, da un lato a ripercorrere quanto avevo vissuto io, ma anche ad anticipare le loro esperienze. Per questo posso dire che se non c’è un pubblico finale, specifico, per questo libro, se proprio dovessi scegliere ritengo che il lettore ideale sarebbe proprio un ragazzo o una ragazza giunti al termine dell’esperienza universitaria”.

Parlando di scelte arriviamo a quella più importante: l’editore. Perché Graphe.it?

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“A romanzo finito mi sono posto il problema della pubblicazione, così mi sono guardato in giro, ho valutato le proposte e Graphe ha dimostrato un interesse deciso per il libro, mi hanno comunicato molto entusiasmo, oltre che farmi un’ottima impressione come azienda. Quindi eccomi in libreria con loro”.

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