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L’attore perugino Guido Roncalli racconta le punte di diamante artistiche dell'Umbria

Al Tgr Umbria la rivendicazione dell'umbritudine di artisti famosi, da Gigi Proietti a Luca Manfredi

Orgoglio umbro. L’attore perugino Guido Roncalli racconta al TG3 dell’Umbria le punte di diamante artistiche della nostra regione.

Un collegamento veloce (al TG3 serale) dà modo al “nostro” Guido di ricordare il collega Gigi Proietti recentemente scomparso. Senza togliere nulla alla sua romanità – ricorda Guido – il cognome denuncia inequivocabilmente l’origine umbra. Che peraltro il grande mattatore ha sempre rivendicato con orgoglio.

Il secondo personaggio di cui Roncalli rivendica l’umbritudine, o meglio la peruginità, è Luca Manfredi, la cui mamma, Erminia Ferrari, porta un cognome ben noto ai perugini. Specie a quelli più “vitaioli” che sui tavolini di quel bar di corso Vannucci approcciavano le straniere da autentici latin lover. Fra l’altro, Erminia è venuta a Perugia in occasione della presentazione (al Love Film Festival) di “In arte Nino”, biopic del marito, interpretato da Elio Germano.

Tanto altro avrebbe potuto, e voluto, dire Guido che va orgoglioso dei suoi natali perugini. Tanto che, ogni volta che può, torna fra i travertini della Vetusta, come ha fatto nell’ultima edizione del Love Film Festival, rispondendo alla chiamata dell’amico Daniele Corvi.

Un cognome come quello di Guido potrebbe essere motivo di vanto. Basti pensare alla parentela col “Papa Buono” o la notorietà del padre Francesco, eccellenza del mondo accademico in materia di archeologia. No: Guido preferisce camminare sulle proprie gambe e dimostrare la propria valentia artistica e umana.

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