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Università di Perugia contro la violenza di genere: “Perché dell’ennesimo femminicidio parlano solo le donne?”

La professoressa Fornari denuncia la violenza di genere e invita gli uomini a reagire

L’ennesimo caso di femminicidio in Italia ci riporta alla drammatica realtà di una violenza di genere che non accenna a diminuire. L’Università degli Studi di Perugia non è stata in silenzio e, attraverso le parole della professoressa Silvia Fornari, docente di Sociologia generale e coordinatrice Sportello Antiviolenza UniPG, ha pubblicamente espresso l’orrore provato per quanto accaduto alla giovane Giulia Cecchettin. 

Si legge sulla pagina dell’Ateneo: “Un altro bravo ragazzo, descritto dall’avvocato della famiglia come “un ragazzo modello impegnato tra università e sport, che mai ha avuto screzi”. Un ragazzo con cui fidanzarsi, ma che poi non ha condiviso la scelta della sua giovanissima fidanzata di 22 anni, di lasciarlo perché intenzionata a trovare un lavoro fuori dalla sua città e dal suo controllo. Non le ha permesso nemmeno di vivere l’esperienza più ambita, quella della discussione della propria tesi di laurea, che si sarebbe dovuta svolgere lunedì scorso, quando lei era già morta in fondo a un burrone, lasciata lì da sola”.
E ancora: “Il bravo ragazzo si è disfatto del corpo agonizzante, gettandolo sulle sponde del lago di Barcis, la stessa notte della scomparsa, tra sabato e domenica scorsa. Stiamo leggendo post dei nostri rappresentanti istituzionali che parlano di “dramma inconcepibile”. Si continua a rimanere sbalorditi, come se questi uomini perfetti vivano dei momenti di follia e per questo decidano di uccidere le loro donne. Si continua a giustificare, a dare risposte a questi atti, come se ancora non conoscessimo i motivi. Ancora facciamo finta che ciò che è stato scritto dall’Onu nel 1993 e poi nella Convenzione di Istanbul del 2011 da noi ratificate, siano dei documenti di cui parlare nei seminari e nei convegni del 25 novembre e/o dell’8 marzo”.
In conclusione: “Dove sono gli uomini, perché non si indignano e non chiedono di capire cosa accade a tutti coloro che decidono di uccidere le loro compagne, mogli, amiche, figlie e sorelle? Perché dell’ennesimo femminicidio parlano solo le donne?”.

La violenza di genere non è solo un problema privato, ma una questione sociale e politica che richiede interventi strutturali e culturali. L’Università di Perugia si impegna a promuovere la cultura del rispetto e della parità tra i sessi, a contrastare ogni forma di discriminazione e violenza, a sostenere le vittime e a educare le nuove generazioni. Non è possibile restare in silenzio di fronte a questa emergenza nazionale che minaccia la vita e la libertà delle donne. 

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