Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Attualità

Perugia, corsi di educazione alla coppia per scoprire i rapporti malati e combattere la violenza in famiglia

Approvato un ordine del giorno in consiglio comunale per fornire nuovi strumenti contro la violenza di genere

Creare occasioni di lavoro, reperire alloggi, combattere il bullismo e altre forme di violenza, valorizzando il ruolo della donna nella società; ma creare anche percorsi pre-matrimoniali o di pre-convivenza per le coppie, al fine di scoprire se si tratta di rapporti a rischio.

La IV commissione consiliare permanente cultura del Comune di Perugia ha approvato con 6 voti a favore (5 maggioranza ed un voto opposizione) e 3 contrari (opposizione di centro-sinistra) l’ordine del giorno presentato da due consiglieri di maggioranza su: “Finché violenza non ci separi”.

Un ordine del giorno nato dalla valutazione dei dati sull'aumento dei femminicidi nel corso del 2020 (+10%) e dell'aggravamento di alcune situazioni di vita delle donne a causa delle restrizioni collegate al contenimento della pandemia. Se la maggior parte degli omicidi è avvenuta in famiglia o comunque ad opera di chi era legato alla vittima da un rapporto affettivo, presente o passato, è ancora difficile riconoscere i segnali che si sviluppano all'interno di un rapporto che nasce come d’amore. Una situazione dalla quale è difficle uscire, anche perché le donne perdono tutti i punti di riferimento.

La proposta avanzata mira all'adozione di iniziative volte alla protezione delle potenziali vittime, permettendo loro di riconoscere i segnali della violenza, attaverso il collegamento con gli interventi scolastici comunali tra bullismo e futuro violento in ambito di convivenza familiare; collaborazione con le forze dell’ordine attraverso protocolli d’intesa volti a creare percorsi formativi e informativi, svolti dalle stesse forze dell’ordine con i ragazzi dal taglio decisamente pratico; costruizione di un percorso pre-matrimoniale o pre-convivenza a disposizione di tutte le coppie, all’interno del quale fornire utili indizi ad entrambi i soggetti dando conto di elementi ed indicatori che caratterizzano i cosiddetti “rapporti sbilanciati o malati”, oltre che per fornire un punto di riferimento costante per entrambi i partecipanti in caso di comparsa di segnali di un rapporto sbilanciato; lo scopo è quello di informare e formare dando magari consapevolezza a chi è già dentro il tunnel della paura.

Il Comune potrebbe cercare di fornire strumenti utili per riconoscere la violenza di genere, fornendo informazioni ed aumentando la consapevolezza. Il corso, sull’esempio di quanto avviene in ambito ecclesiastico con i corsi pre-matrimoniali, dovrebbe essere condotto dall’Università in partnership col Comune ed in collaborazione con associazioni e forze dell’ordine, utilizzando anche strumenti come i questionari o i test su base volontaria ed anonimi.

Le rappresentanti del Centro Pari Opportunità della Regione hanno confermato l’interesse al progetto perché contribuisce a “fare educazione” sul rispetto delle persone, strumento determinante nelle nuove politiche di prevenzione e di contrasto alla violenza di genere.

Anche la rappresentante di Progetto Donna ha espresso favore per la proposta perché propone una soluzione concreta, utile per contrastare i fenomeni della violenza partendo dalla prevenzione e, quindi, lavorando sull’educazione delle persone e sulla consapevolezza.

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