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Per Roberto Berioli e la sua Azienda in Montesperello, un bilancio 2020 fitto di riconoscimenti internazionali

Vini che vanno... a tutta birra. Spiridione, Topporosso e Toppobianco al vertice del gusto

Festina Lente. Per Roberto Berioli e la sua Azienda vinicola, un bilancio 2020 fitto di riconoscimenti internazionali. Il vino umbro va… a tutta birra.

Il medagliere delle Cantine Berioli, in Montesperello, si arricchisce di una serie di premi a prodotti biologici, curati con lo scrupolo e la passione di sempre. Evidentemente, il ben agire paga, se è vero che Roberto raccoglie allori non solo in àmbito locale.

“Anzi – precisa – preferisco cimentarmi sul piano internazionale, fuori da italiche contese, talvolta animate da uno spirito conflittuale che poco si confà al mio modo di agire e di pensare”.

Roberto è uno che si impegna a fondo con onestà e competenza. Prova ne sono le numerose presenze in ristoranti di vaglia dei cinque continenti.

E la scelta, in termini di contenuti e di rapporti corretti, si rivela costantemente condivisibile e “premiante”.

Da persuasi estimatori dell’imprenditore e dell’uomo, cominciamo col riferire che #CantinaBerioli festeggia la vittoria di due medaglie d’oro conquistate all’Asian Wine Trophy, il più grande concorso enologico del continente di Marco Polo, evento tenutosi a Daejeon.

Nello specifico, sono saliti sul podio l’annata 2018 del #Toppobianco Umbria IGT Grechetto biologico (conquista la prima medaglia), e lo Spiridione 2017. Riconoscimenti che certamente preludono ad una serie di altri, immancabili, futuri successi.

Anche nella terra di Goethe, Berioli ottiene testimonianze e premi di altissimo livello. Ricordiamo – sempre per l’anno in corso – il Berliner Wine Trophy con la medaglia d’oro per il Topporosso 2017 e lo Spiridione 2017 Merlot Riserva doc. Nel cimento berlinese, erano in lizza aziende non solo italiane ed europee, ma anche di Paesi d’oltreoceano.

Come commenta questi successi Roberto Berioli? Con la consueta signorilità e pacatezza: “L’impegno, la competenza e la correttezza… pagano sempre”, riferisce dicendo il vero.

Non è un caso che, per motto dell’azienda, Roberto abbia scelto il brocardo “Festina lente”, un classico ossimoro che unisce due concetti antitetici: velocità e lentezza. Un po’ come la gara di Achille e della tartaruga, nel paradosso di Zenone, in cui il ‘modus ponens’ contrasta con l’esperienza: la lenta e sistematica testuggine riesce ad avere la meglio su Achille “pié veloce”. Rapidità di decisione, ma anche prudenza e raziocinio. Soprattutto “pazienza”. Come quella che si richiede al vignaiolo perché un vino maturi, invecchiando bene, in attesa dell’esplosione di gusto e di gioia che può dare all’apertura della bottiglia.

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