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Cosa farò da grande. In via Oberdan una strepitosa mostra del Museo del Gioco e del Giocattolo

La mostra dovrebbe diventare permanente anche per offrire ai bambini e alle loro famiglie un centro di interesse che unisca egregiamente il momento ludico, quello pedagogico e quello di servizio

Cosa farò da grande. In via Oberdan, una strepitosa mostra del Museo del Gioco e del Giocattolo. Che dovrebbe divenire permanente. Anche per offrire ai bambini e alle loro famiglie un centro di interesse che unisca egregiamente il momento ludico, quello pedagogico e quello di servizio. In omaggio all’antico brocardo “ludendo discitur”.

Ma cosa offrono le due vetrine, zeppe di suggestioni legate alle attività umane, declinate in  mestieri e professioni? Una rassegna che abbraccia tutto l’Ottocento e il Novecento fino agli anni Ottanta. I sogni dei bambini di ieri e dell’altroieri.

Compaiono attrezzi e figure umane: falegname, maestro, chimico, sarta, astronauta, pompiere, capostazione, dottore, architetto, pianista, cantante, attrice, regista, cavallerizza, “signora”. Gioco e giochi di ruoli sulle idee, aspirazioni, sogni  dei bambini di un tempo.

 D’altronde, cosa c’è in centro di specificamente dedicato ai bambini? Una famiglia di turisti o visitatori chiede: “C’è qualcosa da vedere per i bambini?” Risposta: “Zero assoluto”. Mica si può portare in Galleria Nazionale un bambino di tre/quattro anni. Allora che si fa? Lo si lascerebbe al baby parking, assistito da personale formato ad accogliere ospiti del Museo del Giocattolo  che (oltre a San Marco, zona ciminiera) potrebbe trovare sede stabile in questi locali. Spazio che, oltre al piano strada, dispone di ben duecento metri al piano interrato, con tanto di muro etrusco a vista. Laboratori per bambini e anche per famiglie, nella distinzione sinergica dei ruoli. Il materiale del Museo è tale da entusiasmare genitori e nonni, non meno dei bambini.

E poi, cosa di meglio che la “merenda di una volta” (pane e olio, pane e zucchero…) magari gustato lì vicino, da Umbrò. Quindi, perché non comprare un giocattolo alla vicina Città del Sole?  Tanto per dire, s’intende. Una sinergia commerciale e didattica che farebbe di via Oberdan la strada del gioco e dell’apprendimento.

L’Associazione Museo del Giocattolo è pronta a darsi una nuova configurazione, a rimodularsi in una struttura ancora più orientata alla didattica. Non in una prospettiva aridamente custodialistica, ma profondamente educativa. In fondo, che ci vuole! Il materiale a disposizione del Museo è enorme e straordinario in termini di varietà e qualità. Un patrimonio unico, da condividere. Si potrebbero organizzare mostre tematiche all’infinito.

La proposta – che giriamo volentieri al Comune di Perugia – ha un senso. Peraltro, quei locali sono chiusi da tempo e rivitalizzarli sembra un’ottima decisione. Anziché lasciarli a fare la muffa e perdere intonaco.

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