Martedì, 18 Maggio 2021
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Via del Prospetto, una scultura egizia spopola: l'opera di Adriano Massettini

Via del Prospetto. Dove c’erano una volta ben due case di tolleranza… oggi solo simboli egizi. Frutto del lavoro dell’artista filosofo Adriano Massettini, infermiere di professione, scultore per vocazione. Fino al 20 settembre 1958, anno di entrata in vigore della Legge Merlin, in questa ripida stradina che sbocca su via Imbriani erano collocate ben due case “chiuse”: l’Italia e la Moroni (ne parlo diffusamente nel mio “Perugia a luci rosse”). Era possibile comprare “amore” a buon mercato. Ma oggi, l’imbocco, proprio sotto la targa odonomastica, è intriso d’amore per l’arte e per gli archetipi simbolici orientali. Sarà forse la vicinanza con via Snella, dove vive la scrittrice Costanza Bondi, prima divulgatrice degli archetipi alfabetici.

Sta di fatto che il mite scultore di viale Zeffirino Faina – dove iniziò la sua infaticabile opera a favore della città – ha intrapreso a lavorare anche in via della Viola e adiacenze. Proprio in via del Prospetto, Adriano ha realizzato una delle sue sculture simboliche, fatte di creta e cellulosa. Rappresentano il mondo egizio. C’è la dea Iside, archetipo della Dea Madre, il gatto, animale dal valore fortemente simbolico (amatissimo, perché eliminava i roditori, tenaci nemici dei raccolti), Horus, il falco e il simbolo dell’utero materno, fonte di prosperità e di vita. Tutto questo in poco più di un metro quadro. Sotto un archetto che protegge l’opera dalla pioggia e dal conseguente degrado.

Racconta Adriano: “È l'archetipo della Dea che sceglie una via secondaria, celata, per rivelarsi secondo le sembianze di una Dea cornuta lunare o di un gatto, accompagnata dal potente simbolo della chiave della vita e dal divino falco Horus. Dal punto di vista della rappresentazione artistica, ho sentito l'impulso di presentare una sintesi visibile del potente archetipo che gli antichi Egizi chiamarono Iside, e che nel corso delle epoche cambiò nome e aspetto, pur conservando le caratteristiche proprie della potenza creatrice  operante nella vita degli uomini. Così Iside assunse nomi diversi nella Storia: Dea Madre, Veltumna, Demetra, Fortuna, Giunone, Gaia, Wicca, la Madonna Velata, e così via. Una Dea che porta il disco lunare fra le corna, una Dea celata, che si nasconde, da cui derivano le ciclicità delle stagioni, le maree, le fasi lunari, le piene dei fiumi e la fecondità dei raccolti e delle nascite di uomini e animali”.

Conclude: “In questa epoca di transizione, di dissoluzione e dissacrazione, si è perso il senso del Mito, del sacro: ogni cosa è mercificata, avvilendo così lo spirito. Ma l'Arte, sia pure quella di un dilettante come io sono, può dare testimonianza di quanto si è perso nel corso delle epoche di decadimento nella miseria della vile materialità”. Se non è filosofia questa! Altre opere sono in fase di realizzazione. I ragazzi di Fiorivano le Viole e i residenti accettano di buon grado questi lavori che Adriano elargisce “gratis et amore Dei”. Un dono a una ex zona degradata. Un messaggio d’amore alla città.
 

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