Via Calderini sta diventando un deserto... e un tempo era la strada dello shopping

Tante, troppe le chiusure che punteggiano quella  strada, già  fitta di negozi, di lusso e popolari (come non ricordare la storica Termotecnica, dove si trovava tutto per la casa?)

Via Calderini sta diventando un deserto... e un tempo era la strada dello shopping. Tante, troppe le chiusure che punteggiano quella  strada, già  fitta di negozi, di lusso e popolari (come non ricordare la storica Termotecnica, dove si trovava tutto per la casa?). Da qualche tempo siamo alla frutta.

Una volta si chiamava “Rimbocco degli Scudellari” perché vi si vendevano scodelle e casalinghi. Lo stesso più recente “via del Commercio” rende l’idea di quale fosse la sua vocazione. Qualche esempio della crisi in atto? Il negozio di telefonia vicino all’edicola ad angolo ha chiuso. Così pure la parrucchieria dal lato opposto. A breve (si parla di giorni) cessa le attività il bellissimo negozio di scarpe “Cuoio”.

Altrettanto ha fatto quello vicino alla pizza al cono. Da tempo, i bellissimi locali ex Cit, nel palazzetto dei Notari, sono vuoti: il negozio di abbigliamento giovanile non aveva convenienza a pagare 5/6000 euro al mese. E il titolare ha scelto di dare forfait. Insomma: l’antica via Pinella (dal nome del cardinale che per vedere un scorcio di Assisi fece demolire una sezione del palazzo di fronte al Vescovado) si sta desertificando.

In crisi la “vetrinizzazione” del centro in generale. È il caso di parlare di Fagioli, come prototipo di negozio blasonato che spegne le luci? Uno dei più esperti mediatori di affitti e vendite sostiene che a ottobre chiuderanno almeno cinque storici negozi in corso Vannucci. Dice che sono morosi e che i proprietari li sfratteranno (in perugino si dice “je danno l pan de squajo”).

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Cosa sta succedendo? C’è chi se la prende con l’esosità dei locatori che non si accontentano e non capiscono come la crisi costringa tutti a fare qualche sacrificio,  rivedendo parametri e margini di utile. Pare che non sia questione di limitazioni al traffico. Dice l’esperto: “Ormai il centro non tira più e i negozi non ripartirebbero nemmeno se si liberalizzassero completamente l’accesso e la sosta”. Che abbia ragione?

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