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INVIATO CITTADINO Via Bontempi, c'è chi sistema le facciate

Il palazzo è stato sottoposto a un indispensabile make up assolutamente necessario

Anche in via Bontempi, ricca di palazzi nobiliari seicenteschi, c’è chi dice I CARE… e sistema le facciate.

Alle ultime battute e palco in fase di smontaggio per il rifacimento della facciata del palazzo adiacente a quello Sorbello. Dunque, il palazzo è stato sottoposto a un indispensabile make up assolutamente necessario. All’interno, studi prestigiosi che richiedevano legittimamente l’intervento.

Peraltro, all’esterno, fra la parte intonacata e quella opportunamente lasciata in pietra all’incerta, una lapide porta una scritta di forte significato, che racconta la storia di “puteus et platea” (pozzo e piazza). Malauguratamente, proprio sotto questa emergenza, un orrendo armadio della fibra che sfibra! Per non parlare di una palina del “raccoglincentro” che non poteva essere collocata in un punto più disgraziato. Ma, tant’è: il brutto la vince sempre sulla doverosa tutela del bello.

Ora la piazza Piccinino è ancora più bella e attrattiva. Splende per il recente restauro la vera del suo pozzo centrale. Ma la nota stonata è costituita dall’indecenza delle macchine addossate l’una all’altra. Ci colpisce in negativo la decisione di installare un semaforo poco prima dell’accesso. Sarebbe una scelta esiziale, che andrebbe a codificare all’infinito una situazione – quella del parcheggio selvaggio – da rimuovere, più che incoraggiare. E poi, diciamo la verità, un doppio semaforo quasi di fronte alla chiesa cattedrale è una scelta che grida vendetta. 

La piazza è intestata al capitano di ventura Niccolò Piccinino (che pare fosse proprio “cinino”, ossia di bassa statura), presunto traditore di Braccio. Intestazione non meritata. Ma si sa che i Perugini amavano chi menava le mani e magari ci guadagnava su. A me piace chiamarla, come un tempo fu, “dei Gigli”, dal nome di una storica famiglia, cui è intestata anche la Porta che precede le scalette di via Bontempi. Ma, comunque si voglia chiamare questa piazza, è certo che va preservata dall’attacco di fumi e motori. Se vogliamo dire di amare la nostra città. Altrimenti, inutile rifare le facciate.

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