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Martedì, 16 Agosto 2022
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Va in scena, alla Conca, l’Adelchi manzoniano. Dagli atri muscosi, dai fori cadenti. I fori sono le tante buche, i ‘Fori cadenti’ gli arconi di via Appia

Va in scena, alla Conca, l’Adelchi manzoniano. ‘Dagli atri muscosi, dai fori cadenti’. I fori sono le tante buche, i ‘Fori cadenti’ gli arconi di via Appia. A quando un progetto di riqualificazione? Riflessioni di un lettore.

Da ‘orgoglioso nativo’ dello storico rione di Porta S. Angelo, Maurizio Stefanelli rileva come esso sia “particolarmente affascinante, sebbene un po’ negletto. Piccolo, ma ricco elementi artistici, storici, paesaggistici del tutto peculiari”. E cita un documentario realizzato (per l’Accademia del Dónca e il Comune di Perugia) dall’Inviato Cittadino, oltre al recente volume “La conca e la sua anima” di Umberto Marini ["La Conca e la sua anima", in un libro i ricordi giovanili del borgo perugino (perugiatoday.it)].

Scrive: Se uno volesse cedere al sentimentalismo, questa zona di Perugia si potrebbe definire ‘poetica’. A me, per esempio, percorrendo via Eremita (da zona San Francesco al Prato) e risalendo le scalette di via Appia, viene in mente Manzoni (“dagli atri muscosi, dai fori cadenti”).

Poi la stoccata relativa a via dell’Eremita: “Per i “fori” (buchi per terra di ogni profondità ed estensione) che rendono la strada pericolosa ai passanti (che appunto rischiano di diventare … “cadenti”!!) e per gli “atri” (gli archi dell’Acquedotto Medioevale di via Appia) “muscosi” (ricoperti di ….verdura) per un tratto transennati con non splendide assi di legno (ormai da lustri)”.

Un invito provocatorio.

“Invito particolarmente chi dovrebbe interessarsi della superficie stradale, ad arrivare a piedi (lo faccia con attenzione, mi raccomando!!) o con un mezzo di trasporto (è una esperienza da non perdere, da intraprendere però avvisando il proprio meccanico) in via Eremita da via Pascoli (in questo caso Alessandro, non poeta) per rendersene conto”.

Un’esperienza forte, vero?

“Una esperienza che …scuote davvero! La cosa buffa (diciamo così) e paradossale è che non molto tempo fa sono state interamente riasfaltate sia via Pascoli (da cui prende origine la via Eremita) sia la via Appia e gli altri due Vicoli adiacenti (via del Pero e via del Cardellino)”.

Hanno saltato via dell’Eremita?

“Esattamente. Via Eremita manco sfiorata. Una dimenticanza? Una svista? Io che ci abito (ci sono nato!) in via Eremita sono andato a controllare, magari…: no, le tasse le ho pagate”.

E veniamo agli Atri!

“Parlo degli Arconi dell’Acquedotto. Da parecchi anni, la serie di arcate in fondo alle Scalette di via Appia è transennata, probabilmente a causa della caduta di frammenti di laterizio che ne costituiscono la volta; in realtà, dietro le assi di legno si raccolgono molte altre cose, poco autoctone (insomma è una discarica)”.

È una situazione che si protrae dai tempi della giunta Locchi, vero?

“Alcuni anni fa furono eseguiti lavori di manutenzione a carico di un Arcone dello stesso splendido Acquedotto, quello in corrispondenza della via Sant’Elisabetta; lavori mirabili che, oltre all’aspetto strutturale e funzionale, hanno sortito un eccellente effetto estetico”.

Ti aspettavi analogo intervento su quelli che reggono l’acquedotto, su via Appia?

“Proprio così. Allora pensai che, anche in considerazione del Monumento, opera davvero unica in un contesto urbano, che rappresenta uno degli scorci più belli e identitari della nostra città, gli interventi dovessero interessare anche le altre parti. Ma tutto si fermò lì, a parte la tamponatura (diciamolo: bruttina!) di quell’altro Arco”.

Perché l’hanno tamponata?

“Non si capisce perché. Non hanno capito che gli archi, oltre a sostenere il soprastante acquedotto, consentono il passaggio da un lato all’altro della scalinata”.

Ma quelle parti sono state messe in sicurezza inibendo il passaggio destra-sinistra.

“Non esiste un altro modo (ad esempio, una sottile rete contenitiva applicata sulla volta) esteticamente più accettabile, per evitare la caduta di frammenti e salvaguardare i passanti?”.

Insomma, invochi la stessa cura riservata ad altri monumenti cittadini?

“Esattamente. Per altri Monumenti della Città si sono realizzate splendide opere di restauro; l’Acquedotto, al pari di Arco Etrusco e Fontana Maggiore, credo meriti l’attenzione della Collettività per essere restituito al suo antico splendore”.

Gli Arconi di via Appia chiedono aiuto

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