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Da Bottini, al corso, uova di struzzo per gli auguri pasquali e... in memoria di un amico

L'esotico oggetto è un prezioso dono che Francesco De Poi riportò in occasione di un viaggio nel continente africano

Da Bottini, al corso, uova di struzzo in memoria di un amico. Quella vetrina è un prototipo di originalità.

In passato, il profumiere Alberto e suo figlio Marco potevano valersi della collaborazione di Italo Marchi, fonte inesauribile di trovate per tutte e stagioni (dal Festival del jazz al Natale, alle vacanze al mare o in montagna…). Dopo la scomparsa dell’amico Italo, il principe dei profumieri della Vetusta si appoggia ad altri artisti.

Nel caso del Natale, in vetrina abbiamo ammirato l’Angelo di Paolo Ballerani, scultura modellata su modernissimo materiale simil-polistirolo, con una tecnica da lui inventata e collaudata. Ma anche un supporto nel cui utilizzo il Maestro ponteggiano eccelle, avendo realizzato centinaia di opere in mostra dentro musei, luoghi pubblici, anche all’aperto, e in case private.

In occasione della Pasqua, l’idea dei profumieri del corso è stata quella di ricorrere a un prezioso dono dell’amico di sempre: uova di struzzo che Francesco De Poi riportò in occasione di un viaggio nel continente africano.

L’amicizia, venata di rimpianto, con Francesco, padre e presidente dell’Azienda di famiglia CDP, è di antica data. Dice Alberto: “Con Francesco ci intendevamo al volo. Abbiamo fatto insieme le vacanze, condiviso momenti di amicizia e convivialità”.

“Le sue uova di struzzo – aggiunge – adempiono a una duplice funzione. La prima è quella di promuovere i prodotti attraverso l’uovo, simbolo di resurrezione. La seconda funzione è, per così dire, più personale e affettiva: ricordare una persona la cui memoria è sempre presente nel mio cuore”.

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