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All'Unistra si parla di Ue con l'ex premier Letta: "L'Europa sociale nasce dopo il covid 19"

L'ex presidente del Consiglio a colloquio con il professor Giro per le iniziative dedicate al nuovo corso di laurea in studi internazionali, sostenibilità e sicurezza sociale

"L’Europa sociale nasce compiutamente dopo il Covid 19; la pandemia ha infatti disegnato nuovi i punti cardinali dell’Unione, facendo di essa una superpotenza di valori". Con questa affermazione è iniziata la riflessione a tutto tondo sul ruolo dell’Unione Europea del’ex presidente del Consiglio dei Ministri Enrico Letta, ospite del secondo incontro digitale che l'Università per stranieri ha promosso nell'avvicinamento del nuovo corso di laurea in Studi Internazionali, Sostenibilità e Sicurezza Sociale, che prenderà avvio in ottobre all’Università per Stranieri di Perugia. A dialogare con Letta, il professore emerito, ed ex ministro, Mario Giro.
Nel ripercorrere le mosse dell’Unione alla luce della gestione dell’emergenza Covid, Letta ha sottolineato come al diffondersi della pandemia in Europa i suoi vertici politici non abbiamo saputo dare in primis risposte univoche e condivise, con azioni all’altezza del problema, ma che in corso d’opera  sia riuscita invece a ritrovare la sua dimensione di terra inclusiva e l’abbia imposta, collocandosi rispetto a se stessa ed all’orizzonte internazionale quale ambito politico di libertà e democrazia, con al suo centro la dimensione umana. "Cifra di ciò – ha replicato il suo intervistatore – è l’appello lanciato da Andrea Riccardi e firmato dai maggiori intellettuali europei in difesa delle vite degli anziani, in un momento in cui si sono levate voci a tutela del “mercato”, le quali tendevano a porlo in primo piano rispetto della vita delle terze e quarte generazioni nei paesi colpiti dalla pandemia".
L’ex premier ha sottolineato in proposito come molti importanti segnali dell’Unione - prima del Covid - abbiano concorso a far maturare i rivoluzionari indirizzi odiernamente imboccati da essa, come l’aver promosso da parte della presidenza deleghe quali il Climate Change ed l’Umanesimo Tecnologico, laddove Usa e Cina hanno adottato strategie diverse in tema di sviluppo tecnologico, orientate al mercato – nel caso della prima superpotenza – o gestite ferreamente dallo Stato in un’ottica di crescita – nel caso della seconda: "In contrapposizione a ciò – ha precisato Letta - l’Europa ha voluto ribadire mediante tali indirizzi operativi la centralità della vita umana non solo presente, ma anche futura, allungando lo sguardo verso le nuove generazioni ed il loro diritto a vivere dignitosamente in una pianeta più sano. Secondo segnale forte della coscienza inclusiva e solidale dell’Europa di fronte alla crisi (in questo caso finanziaria) – ha proseguito l’ex premier – è stata la storica presa di posizione di Mario Draghi, quando il 26 Luglio del 2012 a Londra dichiarò che per salvare l’euro si sarebbe fatto “whatever it takes”.
Letta ha inoltre affermato come sia cruciale ora proseguire senza tentennamenti procedurali sulla strada tracciata dal Recovery Plan, mediante il relativo, sollecito placet del Consiglio Europeo, al fine di giungere presto ad una sua effettiva implementazione.  "E ciò anche per dissolvere quei sussulti all’indietro espressisi anche stamane in sede olandese – ha sottolineato Letta - dove si sostiene che l’Italia debba cavarsela da sola: in realtà gli effetti del Covid non hanno nulla a che fare con la competitività di un Paese; la pandemia ci ha sbattuto in faccia la profonda interdipendenza delle compagini statali – europee e non -, e l’Olanda quindi verrà aiutata se e quando ne avrà necessità, perché la vocazione dell’Europa è quella di essere una comunità nella quale le difficoltà si affrontano insieme, specie se i Paesi in crisi non hanno responsabilità riguardo alle cause dei problemi".

In merito alle politiche formative dell’Unione Letta infine ha espresso grande considerazione per il lavoro dell’Università per Stranieri di Perugia, definendola “uno dei centri di eccellenza del Paese”, poiché da sempre impegnata in una missione cruciale per il suo sviluppo complessivo, ovvero quella di attrarre talenti stranieri e promuovere l’internazionalizzazione dei processi formativi. 
Ha pertanto invitato l’Ateneo a concorrere al processo di ripensamento delle istituzioni europee con la partecipazione all’importante conferenza sul tema in programma nell’autunno 2021, e si è impegnato a partecipare a nuove iniziative della Stranieri, parlando auspicabilmente dai microfoni della sua prestigiosa aula magna.

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