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Università per Stranieri, cinque magnifici conferenzieri per i corsi di alta cultura online

I magnifici cinque conferenzieri rispondono ai nomi di Stefano Ragni (musicista e musicologo), Fabio Melelli (storico del cinema), Roberto Biselli (attore e regista), Maria Rita Silvestrelli ed Elvio Lunghi, storici dell’arte

Praesentia in absentia… la Stranieri risolve l’ossimoro con l’online. I magnifici cinque conferenzieri rispondono ai nomi di Stefano Ragni (musicista e musicologo), Fabio Melelli (storico del cinema), Roberto Biselli (attore e regista), Maria Rita Silvestrelli ed Elvio Lunghi, storici dell’arte

Cinque docenti, per tre conferenze a testa, realizzano un’audience di oltre 9 mila contatti, destinati a crescere, dato che quelle conversazioni di alta cultura restano a disposizione su Youtube. Lo assicura il coordinatore Roberto Dolci.

Inutile dire la soddisfazione del rettore Giuliana Grego Bolli che ha visto realizzato il desiderio di realizzare continuità educativa e culturale, tenendo accesa la fiammella e mantenendo intatto il filo rosso che lega il mondo alla Stranieri. Coniugando egregiamente innovazione e tradizione.

“Si chiude una porta, si apre un portone”, recita l’adagio. Nel caso dell’Unistra, il virus ha fatto chiudere il portone di Palazzo Gallenga, aprendosi al mondo.

Il primo ciclo di conferenze (ricorda la docente Maria Rita Silvestrelli) si è dipanato intorno alla figura storica di Francesco d’Assisi, declinata su tutti i possibili versanti (musica, arte, storia, cinema, teatro).

Dal 14 al 28 maggio il lavoro culturale è ruotato intorno al magnifico Raffaello urbinate, di cui ricorre il quinto centenario dalla morte.

A chiusura del ciclo, “Umbria terra d’arte”, punteggiato da argomentazioni e suggestioni legate alla nostra regione, doviziosa di risorse culturali, monumentali, artistiche e naturali.

I prossimi tre cicli saranno dedicati a Dante, il cui busto rifulge e le cui parole riecheggiano nell’Aula Magna. Nel settimo centenario dalla morte, si parlerà delle decorazioni assisiati e orvietane, del personaggio nel cinema e nel teatro, perfino nella musica.

Sarà poi la volta di Goldoni e del suo rapporto privilegiato coi travertini della Vetusta. È il caso di ricordare la bella sala a lui intestata e i suoi primi cimenti teatrali. Senza dimenticare che al commediografo veneziano è intitolata la serie di scalette che collegano piazza Fortebraccio con la Porta vecchia della Conca. Nel teatrino del Palazzo, studentello presso i gesuiti perugini, Carlo Goldoni fece il suo debutto, en travesti. Da lì si accese la fiamma che lo avrebbe indotto alla scrittura drammaturgica. E, per la patria d’Euliste, non è merito da poco.

A chiudere la serie sul web, un ciclo su Pinocchio, scelto quale stimolo a tanta produzione artistico-letteraria.

In occasione della conferenza stampa, non poteva certo mancare un saluto di accoglienza musicale dell’amico Stefano Ragni che ha offerto un brano, scritto da Angela Ciampagni e dedicato a Capitini. Una figura, quella del filosofo nonviolento, che alla Stranieri esercitò un ruolo da protagonista nel dopoguerra. Ricordando l’istituzione della cattedra di Storia della musica, assegnata a Francesco Siciliani, che gran parte (con Capitini e donna Alba) ebbe nella creazione della Sagra Musicale.

Capitini, si diceva, la cui pagina e il cui pensiero sono ancora così attuali e densi di suggestioni. Fino a richiamarci alla mente, con la sua “compresenza”, che è possibile comunicare (almeno tra i viventi) anche attraverso i mezzi offerti dalle tecnologie.

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