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Stefano Ragni e Fabio Melelli con Anja Glaab

Stefano Ragni e Fabio Melelli con Anja Glaab

Attenti a quei due: alla Stranieri brillano le stelle “cinematografiche” di Stefano Ragni e Fabio Melelli

Poker di conferenze su musica e cinema fino a dicembre nell'Aula Magna di Palazzo Gallenga

Attenti a quei due. Alla Stranieri brillano le stelle “cinematografiche” di Stefano Ragni e Fabio Melelli. Beato chi c’era. Ma sono previsti altri tre incontri mensili, uno al mese, da qui a dicembre. Un poker che sarebbe colpevole perdere.

Una conferenza, un concerto, uno spettacolo? Tutto questo insieme hanno potuto apprezzare gli ospiti dell’Aula Magna di Palazzo Gallenga, dove hanno dato il meglio di sé due accreditati esponenti della cultura musicale e cinematografica perugina e nazionale.

Stefano Ragni è il mago dei concerti “didattici”: speciali incontri a tema, intorno alla storia della musica, a grandi personaggi di ieri e di oggi, con incursioni pianistiche di vaglia. Storia e storie di magica affabulazione.

Fabio Melelli è ormai accreditato come il massimo esperto di storia del cinema, declinata in ogni aspetto: da quello critico al versante enciclopedico, condito di aneddoti e spigolature inedite, con una ricchezza straordinaria di date e dati, profili biografici e cinematografici. Fabio conosce non solo registi e attori, ma tecnici, doppiatori, milieu socio-antropologico del mondo dello spettacolo: cinema, teatro, musica, televisione.

L’incontro di ieri ha egregiamente coniugato colonne sonore di Ennio Morricone e cinema. Snelle introduzioni di Melelli, atte a creare il giusto contesto, e poi exempla con brani eseguiti da Ragni.

Dal Western all’italiana di Sergio Leone: Per un pungo di dollari, Per qualche dollaro in più, Il Buono, il Brutto e il Cattivo, Giù la testa. E poi: C’era una volta in America. Quindi la collaborazione con Tornatore, Montalto, Bolognini (per ben 17 film).

Valore aggiunto musicale è stato conferito dalla performance dell’oboista Anja Glaab che incontreremo anche in prossime occasioni.

Che dire? Fortunato, e abilissimo, il rettore Giuliana Grego Bolli (figlia del mio indimenticabile professore di filosofia, Marcello, profugo istriano, politico non-politicante, straordinario educatore). E brava, Giuliana, nel saper mettere utilmente a frutto la presenza di due docenti, come Stefano Ragni e Fabio Melelli, che altre università vorrebbero avere per guadagnarne lustro e meritato appeal.

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