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Martedì, 21 Maggio 2024
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Università di Perugia, ricerca sulle malattie genetiche rare: maxi finanziamento di Fondazione Telethon

Fondi a Loredana Bury, Paolo Gresele e Francesca Fallarino di UniPg

“I tre progetti vincitori del finanziamento della Fondazione Telethon, selezionati da una prestigiosa commissione scientifica internazionale, rappresentano un’ulteriore conferma dell’eccellenza della ricerca condotta presso l’Università degli Studi di Perugia, nel suo quotidiano impegno a favore del benessere delle persone”.  

Lo annuncia Maurizio Oliviero, rettore di Unipg, dopo che la Fondazione Telethon, a pochi giorni dalla ricorrenza del 28 febbraio dedicata alle persone con malattie rare, ha annunciato i 35 vincitori del primo round del bando aperto a ricercatori attivi sull’intero territorio nazionale, che vede un totale di 5 milioni e 270mila euro assegnati, raccolti grazie alla generosità dei donatori italiani.  

In Umbria sono stati finanziati tre progetti di ricerca, all’Università degli Studi di Perugia, per un totale di 394.000 euro. Come spiega l'ateneo Loredana Bury "studierà la tromboastenia di Glanzmann, una rara ma grave malattia emorragica in cui le piastrine non sono in grado di esercitare la loro funzione emostatica. Il team proverà a svelare i meccanismi molecolari coinvolti in questo processo al fine di identificare potenziali bersagli terapeutici di questa complicanza potenzialmente letale"; Paolo Gresele e il suo team "studieranno i disordini emorragici ereditari, malattie genetiche che si manifestano clinicamente con emorragie talvolta gravi e che peggiorano la qualità di vita dei pazienti. Tra questi, il difetto del recettore del trombossano è molto raro e poco studiato, ed è causato da mutazioni del gene TBXA2R. Obiettivo di questo progetto sarà ampliare le conoscenze attuali sul difetto del recettore del trombossano, per migliorarne la diagnosi"; Francesca Fallarino "si dedicherà all'emofilia A (HA), una malattia emorragica di origine genetica causata da mutazioni nel gene per il fattore ottavo della coagulazione (FVIII). Nonostante per questa malattia sia disponibile da anni una terapia sostitutiva, una quota significativa di pazienti sviluppa delle risposte immunitarie che ne annullano l’effetto. Obiettivo del progetto sarà svelare nuovi modi per regolare la tolleranza immunitaria verso le terapie basate sul fattore VIII di nuova generazione, sfruttando strumenti innovativi e modelli preclinici in vivo sviluppati in precedenza dal team".    

"Rivolgo le mie più vive congratulazioni, anche a nome di tutta la comunità universitaria – aggiunge il rettore -, alla dottoressa Loredana Bury, alla professoressa Francesca Fallarino e al professor Paolo Gresele. Oltre a dare lustro all’Ateneo, sono certo che grazie alla passione, alla competenza e alla dedizione che da sempre caratterizzano il loro lavoro, le loro ricerche contribuiranno in maniera significativa all’avanzamento nella comprensione, nella prevenzione e nella cura delle malattie genetiche rare oggetto dei loro studi".  

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