L'Università di Perugia brilla, il rapporto AlmaLaurea: "Per i laureati Unipg è più facile trovare lavoro"

Il Rapporto del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea sull’Università degli Studi di Perugia: gli studenti stranieri sono aumentati di otto volte

L'Ateneo di Perugia brilla. Il Rapporto del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea sull’Università degli Studi di Perugia evidenzia, per l’ultimo triennio, alcuni dati definiti dall'Ateneo perugino "particolarmente significativi".

Andiamo con ordine: "Il primo  - scrive l'Università di Perugia in una nota ufficiale - è l’aumento, di quasi otto volte, del numero di studenti stranieri che scelgono l’Università degli Studi di Perugia rispetto al 2015 (considerato come anno di riferimento: dallo 0,6% al 4,0% del totale); questo risultato, frutto del costante impegno profuso sul fronte dell’internazionalizzazione, è confermato dall’incremento, dall’8,8% al 10,4%, della percentuale di studenti che svolgono un periodo di studi all’estero riconosciuto dal proprio corso di laurea; esperienza questa sicuramente di notevole importanza nel fornire ampio respiro alla formazione degli studenti, che si va ad aggiungere ai non meno fondamentali tirocini riconosciuti, passati nel triennio dal 55,8% al 71,3% (un aumento superiore al 15%)".

E ancora. Secondo punto, quello della soddisfazione degli studenti: "Un altro punto cardine delle strategie attuate, che premia l’Ateneo nel rapporto AlmaLaurea, è quello volto a favorire da un lato una progressione regolare delle carriere degli studenti e dall’altro un miglioramento della qualità dei servizi offerti. Tutte azioni finalizzate all’ottimizzazione dell’ambiente di studio, delle strutture e dei rapporti interpersonali tra gli studenti e le componenti di Ateneo. Le strategie intraprese hanno portato a un incremento della percentuale di laureati in corso dal 38,4% del 2015 a ben il 53,2% del 2018, con voti di laurea addirittura superiori alla media nazionale; in aumento anche la soddisfazione espressa per il rapporto con i docenti (che supera quota 85%) e per l’adeguatezza delle aule (vicino al 70%, con un incremento del 5% rispetto ai dati precedenti)". In aumento "anche la percentuale di chi si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso dell’ateneo, al 68,9% contro il 62,2% del 2015 e soprattutto l’indicatore che misura la soddisfazione complessiva, che si avvicina a quota 90% (87,3%)".

Terzo punto, il lavoro dopo la laurea: "La congiuntura economica attuale e lo spettro della disoccupazione  - scrive l'Università di Perugia - sono fattori che influiscono negativamente sulla percezione dell’efficacia del titolo di studio da parte dei neo-laureati in generale, e quelli dell’Ateneo di Perugia non fanno eccezione. Ma se la media nazionale degli intervistati che considerano ancora efficace il proprio titolo di studio si attesta al 53,6%, l’Ateneo strappa un 54,1%, dato inferiore rispetto al 2015 ma di poco sopra la media italiana".

E ancora: "Il valore attribuito all’efficacia percepita del titolo conseguito, dovuta in parte sicuramente anche alla maggiore precarietà e agli stipendi più bassi nella regione rispetto alla media nazionale, trova però un contraltare nell’aumento della percentuale dei laureati dell’Ateneo che riescono a trovare occupazione a cinque anni dalla laurea, cresciuta dall’84% del 2015 all’88,4% del 2018 (quasi un punto percentuale in più rispetto alla media nazionale), grazie a una politica “ex-ante”, di orientamento nella scelta del corso di laurea ed “ex-post”, di supporto all’introduzione dei neo-laureati nel mondo del lavoro dopo il conseguimento del titolo".

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