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La "nuova identità visiva" dell'Università degli Studi di Perugia: "Così l'Ateneo rivendicherà i propri valori"

L'analisi di Paolo Belardi, professore ordinario di “Composizione architettonica e urbana”, delegato del Rettore per immagine grafica, comunicazione di Ateneo, brand e merchandising

"Spero diventi parte integrante della vita quotidiana della nostra comunità universitaria. E della nostra città". E' il 'desiderio' di Paolo Belardi, professore ordinario di “Composizione architettonica e urbana”, delegato del Rettore per immagine grafica, comunicazione di Ateneo, brand e merchandising, espresso dopo aver spento la candelina sulla torta per la nascita del nuovo marchio dell'Università degli Studi di Perugia. O, per dirla meglio, "dell'identità visiva dell'Unipg". 

Perché, spiega, "presentando la nuova identità visiva dell’Università degli Studi di Perugia, abbiamo presentato le modalità con cui, nei prossimi anni, il nostro Ateneo racconterà se stesso, rivendicherà i propri valori, dichiarerà la propria missione e alimenterà il senso di appartenenza dei suoi componenti (studenti, personale e docenti) attraverso la comunicazione visiva. In breve, abbiamo presentato le modalità con cui, coniugando tradizione e innovazione, la nostra comunità universitaria cercherà di creare connessioni emotive e mnemoniche tanto verso l’esterno quanto verso l’interno".

Oltre al marchio c'è un'altra novità: il piano di comunicazione. Il primo della storia dell'Ateneo perugino. Ancora Belardi: "Tengo a precisare che, nell’ideazione della nuova identità visiva, coerentemente con quanto enunciato nel ‘Piano di Comunicazione 2020-2022’ (che, mi preme ricordare, è il primo documento di questo tipo nella lunga storia dello ‘Studium Generale’), abbiamo riservato grande attenzione alla sostenibilità, sia prevedendo un periodo di transizione in cui, per non sprecare i materiali residui, il nuovo e il vecchio marchio convivranno (ad esempio nella modulistica già stampata), sia perseguendo soluzioni volte a garantire una comunicazione visiva particolarmente efficace nei formati digitali in vista della progressiva sostituzione del cartaceo con il digitale". 

E visto che "per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio", come recita un vecchio detto, per "per affrontare una sfida tanto importante - spiega ancora Belardi - , abbiamo messo in campo un’équipe dedicata, selezionata nell’ambito del corso di laurea in Design attivato dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale: il professore di ‘Exhibit design’ Marco Fagioli (che ha progettato il nuovo marchio e che, come noto, è un designer di chiara fama, insignito ben due volte con il ‘Compasso d’oro’), la professoressa di ‘Graphic design’ Valeria Menchetelli e l’assegnista di ricerca nel campo della ‘Comunicazione visiva’ Giovanna Ramaccini (che hanno progettato sia il ‘Manuale d’uso’ sia le principali applicazioni)".

E ancora: "L’identità visiva include tutti gli aspetti grafici e visivi della nostra Università: i colori, i tipi di carattere, la carta intestata, i biglietti da visita, le brochure, le locandine, i banner, la segnaletica, il merchandising ecc. Ma soprattutto include il marchio. Per questo siamo partiti dal rinnovamento del marchio e, per superare le criticità del vecchio marchio, abbiamo articolato il nostro lavoro in due azioni: il restyling del sigillo e il progetto di un nuovo logotipo".

Piccolo approfondimento del delegato del Rettore per immagine grafica, comunicazione di Ateneo, brand e merchandising: “Il restyling del sigillo è stato minimo, in quanto ha confermato la composizione grafica bipartita, ideata a partire dal 1925 dai professori Luigi Tarulli e Alberto Iraci, e si è limitato alla sostituzione del tipo di carattere che, nella corona dello scudo, compone la dicitura ‘STUDIUM GENERALE CIVITATIS PERUSII CONSTITUTUM A.D. MCCLXXVI’. Nel precedente sigillo la dicitura era composta con un tipo di carattere con grazie, mentre nel nuovo la dicitura è composta con un tipo di carattere senza grazie. Questo per tre motivi. Il primo di natura percettiva: per amplificare la leggibilità. Il secondo di natura compositiva: per non entrare in competizione con la solennità dell’epigrafe ‘Sanctus Herculanus’ che compare sullo sfondo nel campo blu del sigillo. Il terzo di natura concettuale: per comunicare la vocazione internazionale del nostro Ateneo. Il tipo di carattere prescelto, infatti, si chiama ‘Circular’ ed è tra i pochissimi che trova applicazioni nei diversi alfabeti (l’arabo, l’ebraico, il cirillico, il greco e il vietnamita). Quindi, da questo momento in poi, il nostro sigillo parlerà una lingua universale. Mentre il progetto del nuovo logotipo è stato condotto con l’ausilo di una griglia modulare, volta a governare il proporzionamento delle diverse componenti. Poiché il nuovo logotipo potrà (anzi dovrà) vivere anche di vita autonoma, l’abbiamo corredato con la data A.D. 1308: per non perdere storicità e, quindi, per non perdere autorevolezza. Il nuovo marchio dell’Università degli Studi di Perugia deriva quindi dall’unione sinergica del sigillo post-restyling e del nuovo logotipo con descrittore. Un nuovo marchio che coniuga tradizione e innovazione, perché continua a presentarsi con le icone di Sant’Ercolano benedicente in campo blu e del Grifo rampante in campo rosso, ma parla una lingua universale ed è sostenuto da un logotipo schiettamente contemporaneo.”

E ancora: “I colori istituzionali, ovviamente, sono sempre il ‘blu Unipg’ e il ‘rosso Unipg’, mentre il tipo di carattere prescelto per caratterizzare ogni aspetto grafico della nostra Università, dalla segnaletica alla produzione autonoma di documenti, è il ‘Work Sans’: un tipo di carattere ‘open access’ e senza grazie che è stato concepito proprio per ottimizzare l’uso del testo sia in formato digitale sia in formato cartaceo, garantendo una grande varietà di impiego e una facile leggibilità”.

Conclusione: “Al termine di questo percorso, voglio ringraziare quanti mi hanno aiutato e sostenuto. Sicuramente Laura Marozzi, responsabile dell’Ufficio comunicazione istituzionale, social media e grafica nonché Alexander Maurizi, responsabile dell’Ufficio Segreteria, relazioni esterne del rettorato e portale web. Ma anche tutti i colleghi delegati, che mi hanno sempre incoraggiato, il Prorettore Fausto Elisei, che sta coordinando il rinnovamento del sito web, e lo stesso Magnifico Rettore Maurizio Oliviero, che è sempre stato prodigo di consigli preziosi.”

Postilla finale del professor Belardi: “Inizialmente temevano un po’ tutti che stravolgessimo l’immagine tradizionale con qualche stravaganza grafica. Purtroppo molti continuano a confondere la creatività con la bizzarria. Ma si è trattato di un timore infondato, perché la mia équipe ha sempre avuto presente l’acuta notazione di Jared Spool, secondo cui ‘il buon design, quando è ben fatto, diventa invisibile.’ Anche per questo spero che questo nuovo marchio (e con esso il nuovo logotipo, che è la vera grande novità) diventi al più presto 'invisibile' nel senso indicato da Spool ovvero diventi parte integrante della vita quotidiana della nostra comunità universitaria. E della nostra città”. 

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