Pronto intervento antibulli, nasce il punto d'ascolto gestito da una squadra di esperti e volontari

Il progetto prevede due tipologie di intervento: ascolto delle vittime e interventi per fronteggiare il dolore. L'iniziativa dell'associazione "I ragazzi di ferro" e della cattedra di Pedagogia di Perugia

Una bambina che infilza le gambe di una compagna di scuola con le mine di una matita. Quattro ragazzine che lanciano un fazzoletto incendiato sulla testa di una compagna di scuola, tenendola ferma. Un docente che emargina una studentessa perché strana (legge e commenta la Divina Commedia). Il muro di gomma della scuola di fronte alle richieste dei genitori.

Da questa esperienza è nata l’associazione “I ragazzi di ferro” per sostenere le famiglie e i ragazzi vittime di episodi di bullismo. E da questa esperienza è nato il progetto di creazione di un punto d’ascolto per fronteggiare il bullismo giovanile e gli abusi. Un progetto che ha avuto il patrocinio di Comune e Provincia di Perugia, Pari opportunità della Provincia di Perugia e Cesvol, con la responsabilità scientifica del professor Gaetano Mollo e del formatore Roberto De Vivo.

Il progetto del punto d’ascolto intende partire dal territorio e promuovere i cambiamenti necessari per affrontare in maniera propositiva il fenomeno del bullismo, utilizzando il linguaggio psico-pedagogico e didattico che solo una equipe multidisciplinare può fornire. Quindi gli utenti troveranno giovani che parleranno con loro confrontandosi sul bullismo, portando anche la propria esperienza, uno psicologo per analizzare il problema e i riflessi sulla persona, un avvocato per assistenza e consigli legali, e formatori.

“Due anni fa con il professor Mollo abbiamo dato vita ad un progetto universitario di rilevazione statistica e di intervento psico-pedagogico sul bullismo – ricorda Roberto De Vivo – Nei vari incontri e dibattiti svolti nel territorio, però, è emersa la necessità di creare un punto d’ascolto per genitori e ragazzi, dove confrontarsi e ottenere aiuto. I dati sul fenomeno, in effetti, sono terribili: il 50% dei ragazzi tra 11 e 17 anni ha subito atti di bullismo nell’arco di 12 mesi; il 20% una volta al mese e il 10% di questi una volta a settimana; il 55% delle vittime è costituito da ragazze, vittime di altre ragazze. Famiglie e scuola sono in difficoltà – conclude De Vivo – Il punto d’ascolto si pone in mezzo a famiglia e scuola con una squadra di formatori, psicologi, avvocati e ragazzi per intervenire in queste situazioni”.

Altro fenomeno preoccupante è il cyberbullismo, da cui ormai nascono spesso i casi di bullismo fisico: pubblicazione di video e foto, body shaming, linguaggio d’odio, insulti sessisti o razzisti e altri fenomeni di violenza. In Umbria la Polizia postale ha trattato 2 casi di stalking (1 a Perugia e 1 a Terni), 62 di diffamazione online (34 e 28 nelle due province), 42 di ingiurie, molestie e minacce (rispettivamente 36 e 6), 43 di furto di identità digitale (41 e 2), 108 casi di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico (solo a Perugia) e 30 casi di sextortion (18 e 12, si tratta di estorsione e ricatto.

“L’associazione e il punto d’ascolto nascono dall’esperienza negativa della mia famiglia a seguito del bullismo perpetrato su mia figlia – dice Giancarla Maio, presidente de “I ragazzi di ferro” - Dal 2017 siamo una famiglia, seppur allargata a nuovi soci e nuovi professionisti e il punto d’ascolto è uno strumento necessario per ascoltare i nostri ragazzi, farli aprire prima che sia troppo tardi. A metà gennaio apriremo la struttura e ci saranno tanti ragazzi che risponderanno al telefono dicendo ‘Pronto, ti ascolto’, mettendosi a disposizione dei loro coetanei”.

Lo ha ben ricordato Sofia Bicchieraro, vittima di bullismo: “È importante anche solo avere una voce amica che ti dice che va tutto bene, che c’è chi ti ascolta e tutto si può superare e risolvere. Una voce che ti dica ‘io ci sono’, è fondamentale”.

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Per contattare il punto d’ascolto o l’associazione si possono chiamare i numeri 800013474 oppure 3665220837.

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