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Martedì, 27 Febbraio 2024
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Un mostro di moto e non solo, la Procacci Entertainments porta a Perugia alieni e supereroi

Nel quarantennale di Predator e Alien, Daniele Procacci, con oltre 15 anni da production designer negli Usa, propone una straordinaria rassegna all’interno del Love Film Festival

La Procacci Entertainments porta a Perugia alieni e mostri, creature da Guerre Stellari e supereroi, esseri in costume da film fantasy, veri, tarocchi e taroccati, trucchi e truccati in corso Vannucci. Già se ne vede in giro qualcuno, ma domenica pomeriggio sarà l’apoteosi.

Nel quarantennale di Predator e Alien, il mitico Daniele Procacci, capitano di lungo corso con oltre 15 anni da production designer negli Usa, propone una straordinaria rassegna all’interno del Love Film Festival.

Roba da non credere. Come antipasto, ha fatto venire da Lecco quel genio di Luca Lamperti, artista artigiano creativo, vincitore del campionato del mondo (a Colonia ) di prototipi funzionanti da film. Spiega: “A questo concorso si portano prototipi che devono essere in grado di funzionare con conduttore a bordo. Questo mio mostro ha in pancia un Ducati Monster 695. Tutto il resto l’ho realizzato con le mie mani, inventandolo di sana pianta”.

Effettivamente, la moto ha un profilo avveniristico. Il casco, a elmetto affusolato, è totalmente originale, come ideazione e realizzazione.

Piazzato sotto via dei Priori e poi accanto alla Fontana, ha stupito frotte di perugini e di turisti.

Chiediamo: Quante ore di lavoro ha impiegato per questa sua creatura?

“Quasi mille ore fra ideazione e realizzazione”

Il suo valore commerciale?

“Faccia un po’ i conti lei stesso, al costo orario di un operaio specializzato! Comunque, non la venderei mai”.

Interviene Daniele Procacci, uomo di fiducia delle produzioni del Vecchio e Nuovo Mondo: “Pensi che tutto questo lavoro può essere consumato per un solo minuto di film!”.

Luca Lamperti è contento di trovarsi a Perugia e parla volentieri del suo mestiere.

“Non faccio solo il creatore di mostri da film, ma ho una speciale vocazione per il ferro. Lo lavoro in ogni modo e in ogni sua forma: lampade, accessori su richiesta. Addirittura mi hanno proposto una mostra d’arte. E credo che, prima o poi, mi deciderò a esporre in modo organico i miei lavori sparsi per il mondo”.

Così dicendo, poggia le dita su un display (“da me disegnato e realizzato da un mio amico, mago dell’elettronica”, dice), digita una combinazione alfanumerica e accende il “mostro”.

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