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RU486, un documento del Centro Pari Opportunità in favore del rispetto e della tutela della salute della donna

Parla la presidente del Centro, Caterina Grechi, sottolineando la totale unanimità dell'Assemblea nell'intento di preservare la salute femminile con la somministrazione dell'aborto farmacologico, in osservanza della Legge 194

Presso il Centro pari opportunità della Regione Umbria, nel corso della riunione assembleare del 12 Ottobre, si è discusso in merito all’aggiornamento delle linee guida sull’IVG farmacologica (Ru486), questione in cui l'Umbria con le sue scelte politiche ha avuto un ruolo determinante. Al termine del confronto, come sempre aperto a un proficuo scambio di idee ed opinioni, nel reciproco rispetto delle differenti sensibilità e posizioni, è stato approvato all’unanimità un documento proposto dalla maggioranza. In una nota, la presidente del Centro pari opportunità, Caterina Grechi, esprimere soddisfazione per come si è svolto il dibattito in Assemblea e per la capacità di andare oltre le ideologie, con l'obiettivo di ricomporre le differenze intorno ad alcuni cardini solidi, primo su tutti l’interesse per la salute psico-fisica delle donne. "È importante ricordare - si legge nella nota - che la Legge 194/1978 sull’interruzione di gravidanza si è sviluppata intorno a un principio esplicitamente dichiarato nel suo primo comma, ovvero 'Lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio'. Tornare al significato profondo di questa premessa significa quindi lavorare congiuntamente, affinché le donne non debbano trovarsi nella condizione di dovere affrontare una scelta così complessa e dolorosa, concentrandosi su ciò che ne consente la prevenzione: una educazione affettiva e sessuale che implichi la piena responsabilità di donne e uomini, la rimozione di ogni causa (sociale, economica) che potrebbe indurre la donna all'interruzione di gravidanza, la crescita di una cultura del rispetto reciproco che possa sempre far considerare la procreazione come un dono. 

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