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INVIATO CITTADINO Umbria verde, una regione così al verde che più verde non si può

Lo sostiene, con ricchezza di contributi e argomentazioni, il semestrale “Passaggi”

Umbria verde, una regione così al verde che più verde non si può. Lo sostiene, con ricchezza di contributi e argomentazioni, il semestrale “Passaggi”, titolo monografico “L’Umbria nel futuro”, con un esergo assai eloquente: “L’Umbria è al verde”. Sottotitolo non meno ferocemente autoironico e desacralizzante: “… ma è ancora il cuore verde?”.

Elencati i settori in crisi: economia, sanità, trasporti, ambiente, turismo, politica.

La qualità della rivista (che esce, causa covid, in edizione unica per i due numeri annuali) e il livello dei personaggi avvalora l’assunto.

Di cui diamo sommariamente conto, riservandoci interventi analitici a breve giro.

L’Editoriale, a mo’ di sommario, recita: “L’Umbria è al verde. Che fare”? (riesumazione citazionale dell’antico quesito di Lenin).

Si sostiene: “Da venti anni l’Umbria è imprigionata in una trappola di bassa crescita, ancora più penalizzante di quella che ha caratterizzato l’economia nazionale. Attraverso la constatazione di una crisi progressiva, si arriva a rilevare che il valore aggiunto per occupato è di 12 punti inferiore al pur modesto livello medio italiano”.

I danni della pandemia vengono analizzati in un bell’articolo di Mauro Casavecchia.

L’economista Luca Ferrucci sostiene argomentatamente che la sanità regionale ha retto discretamente alla prima ondata covid, ma già alla seconda si colgono cedimenti.

Il fiore all’occhiello delle giunte di sinistra, costituito dalla sanità, perde petali e colpi (Maria Gabriella Mecucci e Luca Ferrucci ne analizzano le motivazioni e ne elencano dati). Così come sono periclitanti il turismo (Ruggero Ranieri) e il paesaggio (Ilaria Borletti Buitoni).

La crisi della sinistra è analizzata dallo storico Alberto Stramaccioni, così come sono evidenti le debolezze propositive della destra (intervista di Allegra ad Alessandro Campi).

Il “che fare?” viene ricondotto alla necessità di mettere in campo efficaci idee di ricostruzione (Mauro Casavecchia) come il miglioramento della Pubblica Amministrazione, investimenti, innovazione, progetti significativi e non frammentati.

L’esigenza di una nuova mobilità e relativa organizzazione della città è messa in evidenza da Fabio Maria Ciuffini, mentre Marello Marcellini invita al cambiamento degli stili di vita e Gianfranco Ricci si concentra sui mutamenti intervenuti a livello di comunicazione, con la crisi della carta e l’apparente trionfo del digitale, con necessaria ridiscussione dei profili professionali e delle modalità operative.

La virologa Ilaria Capua invoca una sostenibilità che coinvolga le politiche economiche, la produzione, l’ambiente e l’organizzazione sanitaria.

Altri contributi interessanti sono quelli di Annalia Sabelli Fioretti sullo stato dei parchi umbri e Sergio Sacchi sulle classifiche green.

Meritevole di speciale interesse l’articolo di Urbano Barelli sul risultato, negativissimo, di Perugia a seguito della candidatura a Capitale del verde d’Europa. Ci torneremo con riflessioni.

Insomma: se si vuol fare il punto sulla situazione della nostra regione, non c’è che da leggere questo numero doppio della Rivista “Passaggi”, egregiamente diretta da Maria Gabriella Mecucci e realizzata col contributo della Fondazione Ranieri di Sorbello.

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