Meno ricoveri in ospedale, più servizi medici a casa. In Umbria arriva l'infermiere (pubblico) di famiglia

La sperimentazione partirà a breve in alcuni distretti. Intanto i primi infermieri sono partiti per il Piemonte per una formazione sul campo

 Oltre al medico di famiglia, ora in Umbria ci sarà anche la figura dell'infermiere di famiglia da chiamare per gestire medicazioni e altri interventi sanitari per i pazienti che hanno malattie croniche, per i casi temporali di assistenza a domicilio e per il percorso post-ospedaliero. Un importante ruolo per rafforzare l'idea di cura della persona soprattutto tra le mure amiche e non più solo nei reparti dei nosocomi. Per formare questa innovativa figura professionale, che avrà un ruolo chiave all'interno di ogni Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT), la USL Umbria 1 è già scesa in campo avviando un primo training formativo in Piemonte, che è stato finanziato dal Promis, Progetto Mattoni Internazionale Salute per le Buone Pratiche, grazie a un progetto curato dalla referente regionale del Promis Manuela Pioppo. L'obiettivo del progetto è accelerare quanto più possibile l'attivazione del servizio in via sperimentale in alcuni distretti per poi estenderlo a tutto il territorio.

In questo senso l’Umbria ha fatto grandi passi in avanti. Con il Piano Regionale della Cronicità e l’istituzione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nel sistema delle cure primarie si è infatti impegnata ad introdurre e formare delle figure infermieristiche che, in sinergia con i medici di famiglia e le altre professionalità che operano a livello distrettuale, svolgeranno un ruolo fondamentale non soltanto nell’ambito della medicina di iniziativa ma anche in quello dell’assistenza domiciliare e della presa in carico del paziente. 

Nella nostra regione sono 38 i gruppi di aggregazione funzionale territoriale, una per ogni 20-30mila abitanti, che garantiscono l'assistenza e le cure primarie nella fascia diurna unitamente ai medici di famiglia e medici della continuità assistenziale, e al loro interno è prevista la presenza di un infermiere cui rivolgersi per medicazioni e altra assistenza sia in loco che a domicilio. L’infermiere di famiglia si rivolge soprattutto ai malati cronici e alle loro famiglie: aiuta i pazienti ad adattarsi alla malattia ed alla disabilità cronica, evitando ricoveri inutili e mantenendo il malato il più possibile in famiglia, garantendo la continuità delle cure alla dimissione ospedaliera e, in generale, educando a stili di vita salutari anche in relazione alla propria patologia.

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