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Umbria ancora protagonista nel cinema con il tifernate Giordano Petri

Sarà protagonista di un film contro la violenza sulle donne, in streaming l'8 Marzo su Chili 

Umbria ancora in prima fila del set cinematografico con Giordano Petri, il brillante attore tifernate già interprete di numerose serie TV. Petri è infatti il protagonista dell’opera prima di Luca Guardabascio “Credo in un solo Padre”. Si tratta di un film contro la violenza sulle donne, basato su fatti realmente accaduti, visibile in streaming su Chili  proprio a partire dall’8 marzo prossimo.

Insieme a Giordano anche Massimo Bonetti, Anna Marcello, Claudio Madia, Francesco Baccini (autore anche della colonna sonora) nonché l’indimenticato Falvio Bucci qui alla sua ultima apparizione cinematografica.

È orgoglio per l’Umbria che il cast sia capitanato da Giordano Petri (figlio di Alberto Petri e Paola Celicchi, autorevole riferimento del Comune di Città di Castello, “la voce dei cittadini”, appena andata in congedo), un attore capace di  fondere espressività artistica e sensibilità umana, qualità che da sempre lo contraddistinguono e ancor più pregnanti in un ruolo di così grande spessore come questo.

La sinossi del film

Credo in un solo Padre (prodotto da Around Culture srl, produttore esecutivo  Stefano Misiani) è la sofferta preghiera che una donna recita per scongiurare l’ennesima violenza del suo carnefice. E’ un grido di dolore, come quello di tutte le donne e le persone vittime di violenza presenti in un film che esplora il vissuto di una realtà segnata dalla sorda brutalità e dagli orrori del sistema patriarcale.  Ambientato in una località tra Campania e Basilicata, la pellicola narra la vita di una famiglia punteggiata e sconvolta da crudi rituali  di violenza domestica quotidiana.

Sul set il regista ha portato anche persone vittime di abusi e violenze, a rendere ancor più forte il valore di testimonianza e di denuncia del film che ha coinvolto durante la lavorazione ambiti civici, associazionistici e istituzionali del territorio dove è stato girato;  al tempo stesso possiede un respiro internazionale finalizzato a smuovere le coscienze di cittadini/spettatori troppo spesso assuefatti a una terribile ripetitività di violenza cui contribuisce  la colpevole ignavia dei più. Le parole di condanna, spesso soltanto di circostanza, non possono più bastare: è il momento di agire su versanti diversi, dal profilo giudiziario a quello educativo e un film che si annuncia così sincero e accorato può essere uno strumento  utile anche in tale funzione di alta valenza sociale.

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