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Allarme povertà in Umbria, sempre più persone chiedono aiuto alla Caritas: la risposta della Regione Umbria

Un Tavolo di governance unitaria per le politiche di inclusione sociale e il contrasto alle povertà

Il Covid, la guerra, l'impennata delle bollette e dei costi della spesa. Sempre più persone chiedono aiuto alla Caritas e in un Umbria scatta l'allarme povertà. 

La Regione Umbria risponde con l'istituzione di "un Tavolo di governance unitaria per le politiche di inclusione sociale e il contrasto alle povertà" e un "Tavolo di coordinamento tecnico". Su proposta dell’assessore alla Salute e alle Politiche sociali della Regione Umbria, Luca Coletto, la Giunta regionale ha adottato l'atto per la costituzione dei due tavoli.  

Il Tavolo della Governance Unitaria, spiega una nota della Regione Umbria, "avrà funzione di indirizzo e coordinamento e sarà costituito da un rappresentante di ciascuna delle Zone sociali o Unione dei Comuni, nonché un rappresentante rispettivamente dei Centri dell’Impiego, delle Azienda USL Umbria 1 e 2, dell’Anci regionale Umbria, del Forum del Terzo Settore, delle Caritas diocesane regionali e dell’Inps". 

Il “Tavolo di Coordinamento Tecnico”, invece, "è l’organismo che attua le risultanze del Tavolo della Governance Unitaria, esso è coordinato dal Direttore regionale della direzione Salute e Welfare e dal dirigente del Servizio Programmazione della Rete dei servizi sociali, integrazione socio sanitaria". Oltre ai componenti del Tavolo della Governance "possono partecipare su specifico invito e con funzione consultiva rappresentanti dell’ordine degli assistenti sociali, dell’Osservatorio sulla Povertà in Umbria, dell’Agenzia Umbria Ricerche,  dell’Università degli Studi di Perugia, dell’Assistenza Tecnica di Banca Mondiale". 

I nuovi poveri in Umbria

"Nel 2020 - spiega l’assessore - la grave emergenza sanitaria ha richiesto uno sforzo enorme dei diversi livelli istituzionali coinvolti per garantire assistenza alla popolazione, ponendo particolare attenzione al sistema sanitario e agli effetti socio economici causati dalla situazione sanitaria che, purtroppo, ancora si fanno sentire. L'emergenza Covid infatti, - prosegue l’assessore -come dimostrato dal Rapporto sulle povertà presentato ieri dalla Caritas, ha ampliato le disuguaglianze che già esistevano e in un anno è aumentato di oltre il 12 per cento il numero dei nuovi utenti che si è rivolto al Centro di ascolto della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve per chiedere un aiuto, passando dai 1.306 del 2020 ai 1.467 del 2021. Tra questi, cresce la fascia di cittadini a reddito medio che attualmente si mostra più vulnerabile".

"La risposta strutturata delle istituzioni alla crisi – ha aggiunto - ha portato all’elaborazione di atti di programmazione specifici e fondi dedicati al superamento dell’emergenza, con particolare riguardo alle fasce di popolazione maggiormente esposta ai fenomeni di impoverimento e di esclusione. Si è potuto, inoltre, assistere alla sostanziale crescita di finanziamenti strutturali europei e di risorse specifiche destinate al rafforzamento dei servizi sociali e al contrasto alla povertà. Tutti fondi, che in massima parte sono stati destinati e trasferiti direttamente alle Zone sociali e finalizzati al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni".

Per l'assessore "visto che allo stato attuale e nel prossimo triennio nella programmazione dell’area del sociale concorreranno molteplici fonti di finanziamento per i quali si richiede una programmazione integrata, tra cui  gli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza -  in particolare quelli della Missione 5 Coesione ed Inclusione -  è stata rilevata la  necessità di potenziare gli organismi di coordinamento del sistema degli interventi e dei servizi sociali per  aggiornare il Piano Regionale del 2018 e strutturare una  visione strategica sull’utilizzo delle risorse e una programmazione integrata degli interventi che consentirà di raggiungere i migliori risultati". 

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