Umbria in lutto, è morto il professor Lanfranco Rosati: "Notizia che colpisce al cuore"

Il sindaco di Città di Castello: "La città oggi piange la tua scomparsa, ma non ti dimenticherà"

"La scomparsa di un amico, un uomo di cultura, della scuola, università e del giornalismo come il Professor Lanfranco Rosati e’ senza dubbio una notizia che colpisce direttamente al cuore di tutti coloro che hanno avuto l’onore e il piacere di conoscerlo ed apprezzarne le doti umane, il garbo, la raffinatezza professionale ed il senso di appartenenza alla comunità locale dove ha sempre vissuto ed e’ sempre tornato dopo i mille impegni nazionali ed internazionali che lo hanno visto protagonista assoluto nel settore della didattica ed università".

E ancora. Lanfranco Rosati "era per tanti di noi un maestro di vita, un padre, un amico, una persona perbene con il sorriso e l’affabilità innata che aveva nei modi di porsi in ogni circostanza pubblica e privata. Lo vogliamo ricordare oggi che ci ha lasciati con quel sorriso e senso di altruismo e disponibilità che aveva in particolare verso i giovani che amava tanto nel suo lavoro a scuola, università e nella nostra città e che incitava sempre ad andare avanti per la propria strada a testa alta nel raggiungimento degli obiettivi professionali e di vita dei loro sogni. Caro Lanfranco la città oggi piange la tua scomparsa ma non ti dimenticherà mai, perché i segni che hai lasciato sono indelebili e resteranno per sempre nei cuori e nella mente di tutti".

Parole del sindaco Luciano Bacchetta dopo la notizia della scomparsa del Professor Lanfranco Rosati all’età di 82 anni, eugubino di nascita ma tifernate di adozione. Il sindaco Bacchetta a nome della giunta, del consiglio comunale e della comunità tifernate rivolge alla moglie Marcella Massa e ai figli Mario, Agnese e Rita le più sentite condoglianze. 

La biografia di Lanfranco Rosati (a cura del Prof Rosario Salvato)

Lanfranco Rosati, fiero eugubino di nascita nel gennaio del 1938, presto trasferitosi a Città di Castello per ragioni di lavoro del padre, ha cominciato il percorso di ricerca della sua lunga carriera accademica alla fine degli anni ’60, nella Facoltà di Magistero dell'Università degli studi di Siena sede di Arezzo, sotto la prestigiosa guida di Mario Mencarelli, uno dei più importanti studiosi internazionali di area pedagogica, noto soprattutto per le sue ricerche sull’educazione permanente. Dal 1995 Professore ordinario di Didattica generale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Perugia, poi Rettore Magnifico dell’Università e-Campus dalla sua fondazione e Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

È stato delegato italiano al Consiglio di Europa dal 1972 al 1975 ed ha partecipato in quanto tale ai Symposia internazionali, anche da Rapporteur. Ha pubblicato presso le più note Case Editrici circa un centinaio di volumi e saggi, alcuni dei quali tradotti in lingua straniera. Ha tenuto innumerevoli conferenze in Italia e all'estero. Ha sempre dato molta attenzione alla formazione dei suoi collaboratori, fornendo occasioni concrete di ricerca e creando una rete di studiosi in tutta Italia, tale da configurare una vera e propria scuola di appartenenza, riconosciuta dalla comunità internazionale, sugli originali temi della Didattica della cultura.
Già Direttore Scientifico del Centro interregionale di Studi e di Ricerche sulla Civiltà appenninica e Condirettore della Rivista Educazione Permanente, è stato membro del Comitato Editoriale della Rivista Prospettiva EP e ha collaborato con le Riviste: Gulliver, La Didattica dell'Editore Laterza, Pedagogia e vita dell'Editrice La Scuola, oltre che con le Riviste scolastiche di quest'ultima Casa Editrice (Scuola e Didattica, Scuola Italiana Moderna). È stato responsabile della sezione didattica della rivista Scuola Italiana Moderna. Fondatore e direttore scientifico del Laboratorio (La.R.F.Di.) della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Ateneo perugino, è stato Direttore dell'Istituto di Pedagogia della Facoltà.

Tra le tantissime pubblicazioni, da segnalare un volume del 1988, Metodologia della cultura e didattica, testo fondamentale per la formazione di una intera generazione di insegnanti. Gli ultimi importanti contributi di una intensa attività, proseguita senza sosta anche dopo il pensionamento: Il metodo nella didattica. L’apporto delle neuroscienze (La Scuola Ed.), La fine di un’illusione (Morlacchi), La terza rivoluzione dell'apprendimento nell'era di Internet (Margiacchi-Galeno), Per una didattica speciale di qualità. Dalla conoscenza del deficit all'intervento inclusivo (Morlacchi), Il cervello non mente (Margiacchi-Galeno), Nuove frontiere della pedagogia (Anicia), L’uomo e la cultura. L’universo dei significati (Morlacchi), Le ragioni del comportamento. Il pilota automatico (Aracne).
Da ricordare la partecipazione alla vita culturale di Città di Castello, con instancabile disponibilità. Giornalista pubblicista per La Nazione di Firenze dal 1965 al 1980, ha collaborato con il Messaggero e con il Corriere della Sera.

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