Il 25 aprile | I ricordi e la storia della partigiana Mirella Alloisio: "Ho cambiato più volte nome per servire la Resistenza"

Ligure di nascita, ma perugina d'adozione. Splendida novantaquattrenne, è presidente onoraria del Comitato Provinciale dell’A.N.P.I. di Perugia. L'intervista dell'inviato cittadino

Mirella Alloisio, una donna che ha degnamente meritato il suo posto nella storia del nostro Paese. Oggi 25 aprile, alle 11:30, il sindaco Romizi omaggerà gli eroi della Resistenza e, a nome della città, conferirà una corona in Borgo XX Giugno, davanti alla lapide che ricorda la Liberazione. Un gesto che è costretto a compiere in solitudine, mentre negli anni precedenti era accompagnato da tanti perugini. Porto memoria della presenza sul palco (era il 2018) della signora Mirella Alloisio, moglie di un combattente e lei stessa impegnata nella lotta partigiana.

Mi sia consentito di legare la circostanza a un ricordo personale: il mio discepolato dalla nobilissima figura di Mirella Alloisio (coincidenza strana: anche mia moglie Rita ne è stata alunna alla scuola media Foscolo di via Pinturicchio). Sono stato suo alunno (insegnava lingua francese) alla scuola Giovanni Pascoli che ebbe sede a Palazzo Grossi. Ne ricordo il rigore morale, la competenza professionale e l’umanissima disponibilità verso gli umili. Solo da grande avrei saputo chi era stata, e di che tempra era fatta, Mirella Alloisio, “Olga”, come primo nome di battaglia all’epoca della Resistenza.

25 Aprile | “Lerner è venuto a casa mia a Perugia, con la troupe: ho raccontato la nostra Resistenza"

Non potendo recarmi a casa sua, causa virus, l’ho sentita ieri pomeriggio al telefono: mi ha ricordato tante cose e me ne ha rivelate altre… inedite. Mi ha ricordato, ad esempio, di essere stata costretta a cambiare lo pseudonimo di Olga in quello di Marika, per via della delazione di due membri infiltrati nel gruppo. In seguito, il nome fu ancora cambiato in quello di “Rossella”, perché un membro della Resistenza, sotto tortura, ne aveva fatto il vero nome.

A questo proposito, Mirella mi ha narrato degli spassosi retroscena che non sono autorizzato a riferire. Ma questo posso dire: il nome di battaglia “Rossella” fu scelto in un’apposita riunione cui erano presenti tutti i rappresentanti del CLN (fra essi Paolo Vittorio Taviani). “Il nome – racconta Mirella – questo lo puoi dire, non ha nulla a che fare col personaggio di “Via col vento” (di là da venire) ma fu scelto, dopo vivace dibattito, in ricordo dei fratelli Rosselli”. E questo è un fatto.

Mirella era stata responsabile della segreteria operativa clandestina del Cln Liguria: appena ventenne, trasportava nella borsa tutte le carte del Cln genovese. Per questa ed altre azioni, viene insignita della Croce di Guerra al Valor Militare. Infatti, oltre che curare feriti e dire la sua su importanti questioni, era anche combattente, in quanto esperta nell’uso delle armi.

“Non siamo qui per celebrare un rito, ma per rinnovare un impegno nel nome di quanti, uomini e donne, hanno dato la vita per la libertà e la democrazia”. Disse a tanti perugini con gli occhi lucidi nella manifestazione del 2018. Dato che si trovava in un palco vicino al poligono di tiro, dove il 17 marzo 1944 era stato fucilato il diciassettenne Mario Grecchi, lo nominò con commozione.

La figura della Alloisio è quella che apre il libro di Gad Lerner “Noi partigiani. Memoriale della Resistenza italiana”, uscito l’altro ieri per Feltrinelli. La storia e il ruolo di Mirella è dunque il segmento iniziale di questo importante volume. Lei stessa dice: “Sono curiosa di vederlo”.

Ma, ligure doc, come è finita a Perugia? Nella primavera del 1951, alle elezioni amministrative riservate al nord del Paese, Mirella fa campagna elettorale, questa volta da candidata, accanto ai nomi più prestigiosi del socialismo genovese e risulta la prima dei non eletti. Nel Centro-Sud, in un secondo step, le elezioni vengono fissate per la primavera del 1952 e poiché l’Udi (Unione donne italiane) partecipa alla campagna elettorale, sostenendo i partiti di sinistra, Mirella deve andare per l’Italia a verificare lo stato di salute dell’Udi. “Mi chiesero di scegliere – racconta – tra Palermo e Perugia. Influenzata da suggestioni letterarie (penso a Jacopone), optai per Perugia e non me ne sono mai pentita”.

Fra i travertini della Vetusta incontra, e ne resta affascinata, il senatore Francesco Alunni Pierucci che sposerà e con il quale avrà il figlio Donatello.

“Fu amore a prima vista: pensa che ci siamo conosciuti il 1 maggio (1952) e ci siamo sposati il 4 ottobre. È stata una storia bellissima, di amore e condivisione”. Non so se questo sono autorizzato a raccontarlo, ma credo che Mirella non me ne vorrà e sarà indulgente col suo ex alunno. Peraltro, ogni volta che mi è capitato d’incontrare questa splendida coppia, ho intuito un’armonia che andava oltre la semplice convivenza coniugale: Mirella ammirava, adorava il marito. E lo si coglieva al volo.

Mirella Alloisio, alle elezioni amministrative del 1956, risulta eletta alla Provincia e le viene affidato l’Assessorato alla Pubblica Istruzione, ruolo che ricopre con competenza e dignità. Dopo questo impegno, nel 1960, riprende la collaborazione con il quotidiano di Genova “Il Lavoro” e intensifica la collaborazione con l’“Avanti!”. Giornalista e scrittrice, Mirella ha pubblicato libri di qualità, fra i quali amo “Inseguendo un sogno”, per l’Editoriale Umbra, Collana Memorie, 2009. Innumerevoli i saggi e gli articoli sulla condizione femminile. Ricordo che una volta ne leggemmo uno a scuola e i miei studenti non volevano credere che l’Alloisio fosse stata l’insegnante del loro insegnante. Anzi, se mi è permesso, aggiungo che dal suo esempio è nata la mia vocazione, e la scelta conseguente, di fare l’insegnante. La stessa Mirella ha insegnato fino al 1979 e non c’è studente che non la ricordi con gratitudine. Proprio per la sua disponibilità a comprendere, aiutare. Evito ricordi personali toccanti che mi legano, finché avrò vita, al suo esempio.

Mirella Alloisio, splendida novantaquattrenne, è presidente onoraria del Comitato Provinciale dell’A.N.P.I. di Perugia e tutti la cercano perché è cordiale, disponibile, dotata di una memoria formidabile. Dice: “Ogni 25 aprile sono braccata da giornali e televisioni. Mi sono un po’ stancata di parlare sempre di 75 anni fa. Voglio vivere il mio presente”.

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Scusa, Mirella, se ti ho disturbato. “Ma ti pare! Tu non disturbi mai”, risponde. Era il 1960, sui banchi della Pascoli, con un maglione sfilacciato, ascoltavo attento le parole di Mirella Alloisio. Oggi ne sono ancora affascinato. Non meno di ieri.

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