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Martedì, 17 Maggio 2022
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Nuovo decreto green pass rafforzato, Mancini (Lega) continua la sua battaglia contro-corrente: "Oltraggio ai diritti dei lavoratori e distruttivo per l'economia"

Il consigliere regionale spara a zero anche sulla gestione dei vaccini: "Sottaciuto il dramma di tantissime persone che hanno avuto effetti avversi anche gravissimi"

Era e resta controcorrente, contro persino il suo stesso partito a livello nazionale, unica voce fuori dal coro di tutto il consiglio regionale. Valerio Mancini, consigliere leghista e presidente della Seconda Commissione, è andato giù duro contro il nuovo decreto legge "Super Green Pass" del Presidente Draghi appoggiato, seppur con qualche maldipancia anche dalla Lega al Governo.

“Le nuove regole del Decreto legge ‘Super Green Pass’, entrate in vigore - ha denunciato . sono un oltraggio ai diritti dei lavoratori. Si tratta di misure sempre più severe che rappresentano un danno irreparabile per la nostra economia, già pesantemente vessata da chiusure e restrizioni che di fatto però non si sono rivelate risolutive per il contenimento della diffusione del Covid 19, considerata la media di quasi 200mila contagi giornalieri. Dal 1 febbraio inoltre – aggiunge - andrà in scena l’ennesima follia: per entrare alle poste, in banca e in attività commerciali non essenziali, servirà il green pass base, e questo implica che chiunque voglia svolgere una qualsiasi operazione, compreso pagare le tasse, sarà costretto a spendere almeno 15 euro per un tampone: una vergogna”.

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Il Decreto rischia di far saltare, secondo l'esponente leghista, molti settori della nostra economia che hanno chiuso nel 2021 in negativo rispetto al 2019 (alberghi a -34,8 per cento, la ristorazione -27,3, i servizi culturali registrano un -21,5 e i trasporti -16 per cento). "Il Governo deve invertire la rotta o la nostra economia sarà irrimediabilmente compromessa. Quelle predisposte dal Governo sono scelte incomprensibili. Si pensi ai tantissimi giovani studenti non vaccinati che non hanno accesso ai mezzi pubblici, ma possono poi seguire regolarmente lo svolgimento delle lezioni in classe insieme ai vaccinati, come giustamente avviene.  Ormai è evidente che la volontà del Premier Draghi sia quella di imporre una vaccinazione di massa nonostante i dati dimostrano l’insufficiente efficacia di questi vaccini".

Mancini torna anche a mettere in dubbio i vaccini e parla anche di effetti collaterali taciuti: "Il 48,10 per cento degli italiani ha effettuato anche la terza dose e quasi l’80 per cento della popolazione risulta vaccinata, sottacendo il dramma di tantissime persone che hanno avuto effetti avversi anche gravissimi. Nonostante questa evidenza, però  il Presidente del Consiglio continua a promuovere decreti sempre più severi, che di fatto stanno riportando il Paese all’epoca del lockdown. E mentre noi perseveriamo altri Paesi esteri, più avveduti, hanno già annunciato cambi di strategia nella gestione della pandemia, uno fra tanti la Svizzera, notoriamente non sprovveduta nella gestione della sanità e dell’economia, per non parlare poi dell’Inghilterra”.

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