EDITORIALE Coronavirus, giusto avere paura, sbagliato gridare alla pandemia: restiamo lucidi, in ballo c'è il nostro futuro

Se non restiamo lucidi rischiamo di farci molto del male e di non uscire più dal tunnel della crisi economica, delle chiusure di locali, del turismo dimezzato. Prevenzione sì, ma non stravolgiamo le nostre abitudini...

E' giusto aver paura, è giustissimo stare attenti. Ma ragioniamo, per favore. E facciamolo tutti. Se non restiamo lucidi rischiamo di farci molto del male e di non uscire più dal tunnel della crisi economica, delle chiusure di locali, del turismo dimezzato. La diffusione del coronavirus in Italia è in aumento: questo è un dato di fatto. E molto probabilmente avremo altri contagi, forse anche nella nostra regione.

Ma i numeri sono chiari, secondo l'organizzazione mondiale della sanità, al momeno non c'è nessuna pandemia, il rischio contagio sta intorno al 5 per cento, la mortalità sui casi conclamati sta intorno al 2 per cento. E' ovvio che tutto può mutare, ma per adesso questa è la fotografia. Ha ribadito agli italiani e agli umbri una delle più grandi ricercatrice Maria Rita Gismondo, responsabile della microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, centro di riferimento nazionale insieme all'Istituto Spallanzani di Roma: "Oggi la mia domenica sarà al Sacco. Vi prego, abbassate i toni. E una follia scambiare un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri. Questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico“. Non sono un virologo, come il 99 per cento di voi che leggete queste righe, non sono neanche un medico.

"Nessun caso confermato in Umbria, come comportarsi in caso di sospetta infezione"

E quindi devo e voglio credere a questi esperti, indipendenti, e che lavorano nel pubblico. Ho paura anche io e sono convinto che il picco non è ancora arrivato. Ma non siamo di frontre all'apocalisse. Non siamo ai tempi della peste nera. Massimo rispetto per chi è allarmato, il massimo disprezzo per chi da ore sul web parla di cambiare abitudini, di evitare persino abbracci e baci, di stare lontani dai luoghi del vivere quotidiano. Ecco questo virus è pericoloso come il coronavirus. E se miscelati insieme diventano esplosivi. Se ognuno di noi, si autoimpone una quarantena sociale, senza avere i minimi sintomi del male, o peggio ancora in una regione con al momento zero contagiati e un solo caso sospetto all'Ospedale di Perugia, faremo delle vittime. Uccideremo il turismo - lavoratori, imprenditori e indotto -, uccideremo il commercio -lavoratori, imprenditori e indotto -, uccideremo la produzione artigianale e industriale - lavoratore, imprenditori e indotto - e uccideremo l'agricoltura made in Umbria - lavoratori, imprenditori e indotto -. E questo provocherà uno tsunami economico a livello regionale e nazionale che produrrà povertà, disoccupazione e emigrazione. Ci vorranno decine di anni per ritornare ad un livello accettabile. E le nuove povertà non potranno essere tutte gestite a causa dei scarsi fondi per il welfare. Questo scenario colpirà tutto e tutti. Una pandemia, stavolta ì, ma sociale ed economica.

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E quindi, considerando che già la situazione attuale è difficile e avrà riflessi pesanti sul futuro prossimo, dobbiamo ragionare, restare lucidi e avere fiducia negli esperti e nei ricercatori. Dobbiamo attenersi alle regole sanitarie che ci hanno fornito, evitare rischi, ma continuare a fare una vita normale fatta di: lavoro, di serate passate in compagnia, di ristoranti, supermercati, negozi, chiese, mostre, teatro, cinema, serate alla pro-loco, sagre e feste tradizionali. Giusto avere paura, sbagliato rinunciare a vivere e a far sopravvivere il nostro territorio. Ovviamente se i dati restano questi, se lo scenario non muta in peggio. Ribadisco: restiamo lucidi, restiamo vivi, restiamo sani di mente. Gli untori, storicamente, hanno fatto sempre più danni...del male stesso.

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