Domenica, 21 Luglio 2024
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Oxana, Anna e gli altri: a Sant'Egidio la solidarietà per l'Ucraina ha fatto il pieno

Nel paese alle porte di Perugia la raccolta di beni di prima necessità è stata interrotta: troppi pacchi: "Una risposta eccezionale"

"Chi m'aiuta? M'aiuta qualcuno? Dai che ci sono i pacchi da scaricare". Scatoloni e buste vanno e vengono ininterrottamente da giorni. Una risposta così massiccia che, alla fine, la Caritas della Diocesi di Perugia deve chiedere ai cittadini di non portare più beni di prima necessità alla parrocchia di Sant'Egidio, a cui fa capo, anche fisicamente, la raccolta per l'Ucraina.

Oxana è ucraina, vive da anni alla periferia di Perugia, fa la badante. Suo figlio è in Ucraina, nella loro città di origine, fino al 24 febbraio relativamente tranquilla. La sera al telefono diceva che era tutto a posto,il giorno dopo "Mamma ci bombardano". Oxana ha avuto l'idea di avviare questa raccolta per i suoi connazionali in fuga dalla guerra, e non ha faticato a convincere amici e compaesani. E poi a catena, la voce si è sparsa, gli scatoloni hanno iniziato ad accumularsi uno sopra l'altro, ora dopo ora. Nella piazzetta della chiesa ogni pomeriggio arrivano auto, furgoni, arrivano i volontari che immagazzinano, suddividono, classificano i beni arrivati in parrocchia e nei "centri di raccolta" collegati, Yogorino a Ellera di Corciano, la parrucchieria Di Testa Tua a Mantignana e la carrozzeria Eurocar di Passignano. Il primo carico è praticamente pronto, poi, probabilmente, la raccolta sarà per chi verrà accolto a Sant'Egidio come a Perugia. "Sono arrivati già alcuni cittadini ucraini in fuga - racconta Anna - sono ospiti di parenti e amici": Altri ne arriveranno presumibilmente, servirà aiutare loro e chi li accoglierà. 

"Abbiamo cominciato così con il gruppo parrocchiale, poi quando abbiamo visto questa risposta così massiccia, abbiamo contattato la Caritas. E alla fine questi pacchi non sappiamo più dove metterli. Una signora ha messo a disposizione anche un garage, ma siamo pieni" racconta ancora Anna, mentre volontari e volontari non smettono di organizzare la solidarietà che dal piccolo centro vicino all'aeroporto di San Francesco, con il suo messaggio di pace, è pronta a partire per quella terra ferita. Oxana non smette più di ringraziare chi le sta intorno e senza chidere si è messo a fare quello che l'istinto gli ha detto: aiutare.  

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