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INVIATO CITTADINO Turrenetta, Casa del Jazz. Chiacchierata in due step con Carlo Pagnotta. Che dice: 'Non ne so niente'

Potremmo, a breve, sentirne delle belle. O delle brutte. Perché, com’è noto, Carlo non le manda a dire

Turrenetta, Casa del Jazz. Chiacchierata in due step con Carlo Pagnotta. Al telefono e dal barbiere.

Il mitico Carlo non può far ricorso al detto perugino “Ecco le prime parole”. Perché, a dire il vero, il fondatore e Direttore artistico di Umbria Jazz (Kermesse internazionale che vede Perugia sotto i riflettori del mondo intero) commenta: “È stata una delle affermazioni sentite all’indomani dell’insediamento della prima Giunta Romizi. Poi: buio assoluto”. “Lo leggo adesso”, aggiunge perplesso,

Commento che gli strappiamo al telefono mentre sta tornando dalle ferie estive.

Poi la seconda amichevole interlocuzione di ieri mattina (con autorizzazione a rendere pubbliche le battute scambiate)… dal barbiere.

La notizia, circolata qualche settimana fa, vuole la Turrenetta ristrutturata e trasformata come  Casa del jazz. Abbiamo sentito che il Comune intende rendere la Turrenetta un locale dedicato al jazz in modo permanente: non solo durante la manifestazione estiva. Ma facendone un locale di intrattenimento, con servizio di “food and beverage”. Magnà e beve… tanto per cambiare.

Commenta Carlo: “Decisioni di chi?”.

Sto zitto per non farlo andar su di giri.

Qualcuno ha anche parlato di “scuola di jazz”, credi sia fattibile?

“Lasciamo perdere! Per fare una scuola ci vogliono i Maestri. Che, in questo caso, dovrebbero prevalentemente venire dall’estero. Con quali risorse?”.

Lasciando stare il versante formativo, credi che la Turrenetta potrebbe essere una sede adatta per concerti, ad esempio del Jazz Club, in alternativa al Brufani?

“Questo sì. Ricordo che si tratta di un bel locale, dotato anche di una Galleria. Ma per il momento sono cose di là da venire. Quando, e se mai verranno”.

Che mi dici dei concerti del Jazz Club di questa stagione 2022-2023?

“Vuoi farmi arrabbiare? Fra qualche giorno potrei dire cose che, per ora, scelgo di tenere per me”.

Fine della chiacchierata. Testimone un amico di antica data. Potremmo, a breve, sentirne delle belle. O delle brutte. Perché, com’è noto, Carlo non le manda a dire. Che volete? È fatto così! Ed è così che piace a chi piace.

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